Fonte dell’articolo silvestrini.org
Le mie parole non passeranno.
Abbiamo imparato senza sforzo a comprendere l’avvicendarsi delle stagioni attraverso i segni che la natura stessa spontaneamente ci fornisce. Quando il fico comincia a mettere i propri fiori, che diventeranno il frutto gradevole che conosciamo, diciamo che l’estate è vicina. Anche i fatti che accadono intorno a noi e dentro di noi hanno un loro linguaggio. L’avvento del Regno ha le sue manifestazioni concrete nella storia, anche se percepirne i segni non può essere frutto del semplice intuito umano. È come un granellino di senapa gettato nel campo, quasi invisibile a occhio nudo; occorrerà del tempo prima che cresca e diventi un arbusto. Serve la luce dello Spirito e la divina sapienza per avvertirne la presenza e la crescita. L’arrivo e lo schieramento dell’esercito romano preannunceranno la prossima distruzione di Gerusalemme. L’espandersi del messaggio di Cristo tra le genti, anche se tra inevitabili persecuzioni e lotte, sarà il segno che Dio sta recuperando spazio nella storia del mondo e nei cuori degli uomini. I cambiamenti saranno radicali: le novità importanti e decisive esigono che le cose vecchie scompaiano per far posto al nuovo. La verità esalta e distrugge allo stesso tempo, ma l’unico risultato è l’avvento del Regno, la conferma della storia alle verità perenni di Cristo. Il mondo subirà le sue trasformazioni cosmiche nel corso dei secoli: i cieli e la terra passeranno, ma – dice Gesù – «le mie parole non passeranno». Siamo quindi confortati da verità perenni e inconfutabili. Una di queste ci ripete, in questi giorni conclusivi dell’anno in cui spesso ascoltiamo profezie di eventi catastrofici: «Non temete. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».


