Fonte dell’articolo silvestrini.org
Abbiamo ascoltato, nel Vangelo di ieri, il rimprovero di Gesù perché non sappiamo leggere i segni dei tempi alla luce della fede. Oggi il Signore ci invita a riflettere su fatti di cronaca, accaduti allora ma che continuano a succedere nella storia degli uomini. I credenti di quel tempo pensavano che ogni disgrazia fosse un castigo divino per i peccati commessi. Gesù corregge questa idea: chi subisce disastri non muore per un castigo di Dio, ma questi eventi devono essere un monito per convertirsi e cambiare vita, ricordando quanto l’uomo sia fragile. Questo insegnamento è molto chiaro anche oggi. La parabola del fico sterile conferma quanto Gesù ci ha già detto: se non ascoltiamo gli appelli di Dio e non mettiamo in pratica una vera conversione che renda la nostra vita fruttuosa, rischiamo di essere respinti dal Signore. Questa triste conseguenza nasce più da una nostra autocondanna che da un castigo divino.


