Fonte dell’articolo silvestrini.org
Il Verbo eterno in mezzo a noi.
San Giovanni si rivolge in modo appassionato ai fedeli perché consìderino la propria situazione e pènsino alla propria salvezza. Due sono i motivi che spingono alla vigilanza nell’attesa della venuta del Signore: l’ultima ora che è giunta, vale a dire l’approssimarsi della fine della nostra vita, considerando anche l’ultima tappa del piano di salvezza, e l’opera degli anticristi che vogliono approfittare del tempo che rimane per deviare e corrompere. Un primo pensiero: siamo alla fine dell’anno, il tempo cammina, corre, precìpita; prepariamoci all’incontro con il Signore, vivendo questo tempo nella fedeltà ai nostri impegni. L’apostolo, con tanta amarezza, deve constatare che molti hanno deviato; occorre una sincerità di fede che si fondi non su interessi o valorizzazioni umane, ma solo sulla parola di vita. Il prologo del Vangelo di Giovanni ci immette nelle infinite realtà di Dio: è un invito a chiudere gli occhi e a tuffarci nella sua eternità, nella contemplazione del suo Verbo che si fa carne e prende dimora fra la sua gente; capita però che questa sua gente non lo accolga, nonostante la testimonianza di Giovanni. È un testo teologico di straordinaria profondità, che va letto adagio, meditato con umiltà e pregato con viva fede, per immergerci nei segreti della vita divina e nel suo progetto di amore per l’umanità.


