Vangelo del giorno Mercoledì 26 gennaio 2022, III Settimana Tempo Ordinario

Fonte dell’articolo silvestrini.org

Testi Sacri Holyart.it

Il mandato missionario dei settantadue discepoli.

San Luca è l’unico che riporta la missione dei settantadue discepoli, distinta da quella dei Dodici. La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Signore… c’è l’urgenza! Oggi, più che mai, il nostro contesto di vita, in cui spesso facciamo tanta fatica, ha bisogno dei veri e sinceri testimoni di Cristo. San Paolo VI disse che: i giovani non hanno più bisogno dei maestri ma, se hanno bisogno dei maestri, è segno che sono testimoni. Nella missione, invece di sprecare parole vuote, che non fanno più ardere i cuori, quel che conta veramente è l’esempio di vita concreta. E’ questa la sfida di oggi! Il Signore designa e manda i settantadue eletti, come suoi precursori in ogni luogo dove sta per recarsi. Oggi potremmo forse chiamarla una sorte di pre-evangelizzazione, la preparazione il terreno. E’ evidente però che il lavoro più importante, quello cioè di entrare e convertire i cuori, spetta al Signore. Occorre quindi essere consapevoli che dobbiamo suscitare una libera adesione senza imporre nulla. Non portate borsa, né sacca, né sandali… Questo precetto del Padrone della messe, nei confronti dei suoi operai, potrebbe sembrare molto esigente. Non è però così, perché l’unica forza del missionario deve essere Gesù e non le cose materiale, che pure servono, se sono usate con modestia. Infatti, accumulare i beni può limitare il compimento della missione. La povertà evangelica è il grande requisito e allo stesso tempo, la testimonianza più credibile che l’apostolo può dare, il distacco dai beni rende più libero. Oggi lo possiamo dire senza vergognarci, spesso stiamo facendo fatica nella nostra missione perché abbiamo altre priorità che ci rubano la gioia del vangelo. Quanto fa male alla fede la logica della comodità! Il missionario annuncia la pace perché è portatore di Cristo, il Principe della pace. Per questo, in qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!” L’ augurio più bello che si può dare ad una persona è quello della pace. Preghiamo affinché il Signore dia pace al nostro mondo, alle nostre famiglie, alle nostre comunità e a ognuno di noi.

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 10585 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.