Fonte dell’articolo silvestrini.org
Grande è il mistero della tua pietà, Signore!
Il capitolo settimo del Vangelo di Luca, che abbiamo iniziato a leggere questa settimana, contiene una progressiva rivelazione del Signore. I miracoli che Gesù compie, presentati all’inizio del capitolo, sono preannuncio del suo Mistero Pasquale e possiamo leggerli alla luce pasquale per scorgervi il mistero stesso di Cristo. Il capitolo prosegue poi quasi a completare questo annuncio, con la narrazione dell’arrivo di una legazione da parte di Giovanni Battista. Il confronto serrato che ne segue mette al centro il Mistero della figura di Gesù, in relazione a Giovanni. La risposta di Gesù – che leggiamo nel Vangelo odierno – contiene tutto questo Mistero che parla sì della continuità del messaggio, ma soprattutto della novità annunciata dalla sua persona. Nel Vangelo che la liturgia ci propone, leggiamo una doppia esortazione di Gesù, simboleggiata come l’invito ai bambini a ballare e a cantare. Tale esortazione è rivolta ai discepoli di Giovanni Battista e ai discepoli di Gesù, e il confronto tra le due prospettive fa risaltare la figura del Maestro, che va conosciuto e accolto nell’amore. In realtà, in queste esortazioni si legge l’invito a una conoscenza nella fede di Cristo. Il messaggio del Vangelo odierno è dunque un invito alla fede: un’esortazione a viverla in modo vero e sincero, senza giudicare il comportamento altrui. Talvolta la nostra fede rischia di restare a un livello marginale della vita: ci definiamo cristiani e praticanti, ma quel tanto che basta a tacitare la coscienza. A quanti inviti alla vera conversione restiamo sordi! Spesso preferiamo un’esistenza tranquilla e senza ostacoli, pensando che tanto il mondo vada avanti lo stesso senza cambiare. Ma la vera fede si vive nella conversione profonda del cuore, e se riuscissimo a compiere questo cambiamento, per noi stessi e per chi ci è vicino, troveremmo la strada che Gesù ci indica: la via dell’amore vissuto e praticato.


