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La preghiera del Padre Nostro.
L’evangelista Luca narra le circostanze in cui Gesù insegnò il Padre Nostro ai suoi discepoli, uno dei doni più preziosi lasciatici nella sua missione terrena, nato da una richiesta specifica dei discepoli stessi. Essi erano abituati a vedere il Maestro pregare frequentemente: Gesù sceglieva luoghi e momenti particolari per rivolgersi al Padre, come le veglie notturne, la solitudine di un monte, il silenzio del deserto, condizioni ideali per la preghiera. I discepoli notarono un’altra particolarità: Gesù non pregava come gli altri maestri del tempo, ma la sua preghiera era un legame intimo e profondo con il Padre. Pur sentendosi quasi esclusi da questo suo modo di pregare, restavano attenti e discreti, aspettando che completasse la preghiera prima di rivolgerGli la loro richiesta, non solo per rispetto, ma per la consapevolezza dell’importanza e della particolarità di quel momento. Così i discepoli furono testimoni di una rivelazione che si svolgeva nel silenzio della preghiera stessa e attesero fiduciosi senza interrompere quel tempo prezioso. Sul monte della preghiera di Gesù, quasi un altro monte Tabor della rivelazione, i discepoli desideravano partecipare per gustare la dolcezza di quel momento così intimo. Chiediamo allora allo Spirito Santo che anche la nostra preghiera diventi un momento di profonda unione con Dio, perché Egli si riveli nella nostra vita.


