Fonte dell’articolo silvestrini.org
Prima di addormentarci nel sonno della morte, rischiamo di cadere nel torpore della vita: ciò accade quando ci lasciamo trascinare dagli eventi, sedurre dal tempo e placare dalle cose che ci circondano, incapaci di guardare oltre perché abbiamo smarrito lo scopo ultimo della nostra esistenza. Diventiamo come viandanti che hanno perso la strada, il cui cammino diventa vago e senza senso. «Siate pronti» risuona allora come una sveglia che ci desta dal torpore e dall’immobilismo, ricordandoci che siamo viandanti sempre chiamati a cercare la via e a fare il giusto rifornimento per non restare privi delle energie indispensabili. Solo così la vita acquista il suo vero significato: siamo in marcia verso una meta, sempre attenti e pronti, camminiamo insieme, sicuri che Qualcuno ci precede e ci indica la via. L’attesa e la fatica non sono vane, perché il Signore ci attende per farci sedere al banchetto del cielo insieme ai suoi santi. Ci attraversa il pensiero di tante giovani vite, prive di mèta e di ideali, che, soffocate dal nulla e dalla nausea, ricorrono ai falsi dèi, fino a procurarsi la morte, prima dell’anima e poi del corpo. Forse non si è riusciti a destarli in tempo dal torpore e a farli innamorare della vita!


