Fonte dell’articolo silvestrini.org
Gesù insegna con “autorità”.
Era molto intenso e fecondo l’apostolato di Gesù con i suoi discepoli: Egli svela in crescendo la sua natura divina, la sua missione, i suoi poteri. Contrariamente agli scribi, ai farisei e ai sacerdoti del tempo, le folle rimangono affascinate dai suoi insegnamenti, «una dottrina nuova insegnata con autorità», non come la insegnavano i loro scribi, e poi dai suoi prodigi, dal suo potere taumaturgico: «quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo». Ricordiamo l’emorroissa. «Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: “Tu sei il Figlio di Dio!”; ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse». Gesù non vuole la testimonianza di Satana, nemico e mendace sin dal principio, ma gradisce quella che proviene dai cuori semplici della gente umile. Deve spesso sottrarsi alla calca della folla e rifugiarsi in luoghi solitari: «Egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero». Ci suscita nostalgia e rammarico, dopo aver letto episodi evangelici come questo, vedere ai nostri giorni le chiese vuote e le Messe domenicali con pochi fedeli. C’è da chiedersi se la causa non sia anche la mancanza di autorità e di santità da parte dei pastori di oggi. Chissà che Gesù non veda ancora la folla che vaga per le strade del mondo e si commuova per loro, vedendole come pecore senza pastore, e non si metta ad insegnare come ai suoi tempi, e non ci ripeta: «Abbiate fiducia, perché a suo tempo Egli vi manderà pastori per pascervi secondo il suo cuore». «La messe è molta, ma gli operai sono pochi: pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe».


