Fonte dell’articolo silvestrini.org
Riceverei la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti.
Gesù non si rifiuta di accettare inviti a pranzo dai notabili del tempo e non ha paura di farsi vedere insieme a chi non gode delle simpatie della gente comune. Non vuole dare scandalo né approfittare delle generosità altrui; Egli va sempre e solo dove c’è bisogno di Lui e della sua Parola, Parola di vita. Nel rispetto delle singole persone porta sempre quell’insegnamento e quella parola capaci di conversione. Nell’episodio che oggi la liturgia ci propone, Gesù si rivolge prima ai commensali e poi direttamente al padrone di casa, evidenziando eventuali ipocrisie da correggere. L’insegnamento di Gesù è però per tutti noi: la contabilità di Dio non è paragonabile alla nostra. In genere noi, nelle nostre azioni, chiediamo sempre un contraccambio; i nostri gesti, anche quelli ispirati da sentimenti di assoluta generosità, nascondono talvolta il desiderio di avere una ricompensa umana. Il Signore ci chiede molto, anche quando operiamo nel bene, perché la nostra ricompensa sarà grande e commisurata all’amore che abbiamo donato nella nostra vita. È questa la vera vicinanza che Egli ci chiede; in una vita generosamente vissuta troviamo il vero primo posto, quello che ci porta nel Cuore di Dio, così grande da accogliere tutti noi. Leggiamo allora questo episodio come il voler mettere a fuoco ciò che riteniamo più importante nella nostra vita: da un lato il plauso e la considerazione degli uomini, per cui le nostre azioni e opere siano sempre accolte e applaudite, talvolta anche a scapito di “contraccambi” morali; dall’altro la proposta di Gesù, che in linea di principio non è in contrasto con questo desiderio umano di essere considerati positivamente. Gesù chiede coerenza nella nostra vita e di non staccare mai lo sguardo dalla contemplazione del suo Volto. Scopriremo così che l’umiltà che Egli ci chiede non è altro che il riconoscere il nostro stato e la possibilità di intrecciare relazioni umane basate sull’amore vero e sul reciproco rispetto.


