Fonte dell’articolo silvestrini.org
L’Agnello di Dio. ||| Isaia, con accenti profetici e messianici, ci descrive la gloria di Dio come vocazione speciale, predilezione divina e missione particolare: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria». Il buon Dio forgia ognuno sin dal seno materno con i doni necessari per vivere, raggiungere la meta e manifestare la sua gloria. Del Messia il profeta dice: «Ora Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra». Così viene preannunciata la sua futura missione, che sarà salvezza di tutti, una salvezza universale. Gesù dirà di sé: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». San Paolo denomina i fedeli di Corinto coloro che sono stati santificati e santi per chiamata, e scopriamo con lo stesso apostolo che la vocazione alla santità è universale: «Cristo ha amato la Chiesa – tutta la Chiesa – e ha dato se stesso per lei, per renderla santa». In questo contesto accogliamo la testimonianza odierna del Battista: «Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!». Da Colui che è il Figlio di Dio, che battezza nello Spirito Santo e ha così cancellato il nostro peccato, possiamo sperare di conseguire la santità. La testimonianza del Battista è inconfutabile: «Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito come una colomba dal cielo è il Figlio di Dio».


