Fonte dell’articolo silvestrini.org
Il Santo di Dio la “rovina” di satana. ||| Gesù entra nella sinagoga, entra in un mondo vecchio e antico per farlo nuovo e purificarlo: Egli, Luce del mondo, con autorità proclama: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». L’uomo posseduto da uno spirito impuro, che ben rappresenta l’intera umanità malata, l’ossesso, pur riconoscendo Gesù vero Dio, grida il suo male e non intende, per la sua ostinata malvagità, lasciarsi guarire: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio!». Il Messia è la rovina, la disfatta del demonio, del suo e nostro nemico. Emerge però la divina e suprema autorità del Redentore, di Colui che viene a liberarci, a sciogliere le pesanti catene che ci avvolgono. Gesù gli ordina severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Gesù sta proclamando: «Io sono la Verità», e se conoscerete la verità, la verità vi farà liberi. Sì, la Verità, proclamata, accolta e vissuta, fa tacere il maligno e ci rende liberi dalle sue insidie. Questo è l’insegnamento nuovo, questa è la divina autorità di Cristo, questo è il motivo non soltanto di stupore ma ancor più di sacra meraviglia e di amorosa riconoscenza. Sperimentiamo la forza rinnovatrice della Parola e l’umile risposta che dobbiamo offrire ai doni del Cielo. Ci aiuta la fervente e accorata preghiera di Anna nella prima lettura, che dimostra come la sterilità, tutte le povertà e le insufficienze della nostra vita, possano essere vinte con la forza della preghiera, che fa sgorgare in noi la grazia, fonte divina di ogni fecondità e di ogni interiore rinnovamento. La Parola fatta carne diventa il nutrimento celestiale che, se siamo ben disposti, opera in noi una prodigiosa rinascita nella bellezza primordiale avuta dal Signore sin dal nostro concepimento.


