Fonte dell’articolo silvestrini.org
Dio dentro la storia. ||| L’evangelista Matteo apre il suo racconto con una lunga, apparentemente monotona genealogia: un elenco di nomi, di cui solo alcuni ci sono noti, e non tutti edificanti. Si parla di generazioni passate, ma appare chiaro che tutte convergono verso un punto fermo della storia: Gesù Cristo, alfa e omega, principio e fine. L’insegnamento è fondamentale: gli eventi umani sembrano spesso governati da noi soltanto, e fatichiamo a scorgerne l’esito. È difficile rispondere alla domanda: «Dove va la storia?». La difficoltà nasce dai nostri limiti, perché non sappiamo leggere i “segni dei tempi”; e nasce dal nostro istinto a fermarci alla semplice cronaca quotidiana, se non siamo illuminati dalla fede. Il Vangelo ci sollecita a legare la storia a Dio e Dio alla storia. Per questo gli eventi raccolti nella Bibbia diventano storia sacra: perché letti alla luce di Dio. La saggezza popolare afferma: «L’uomo propone e Dio dispone»; «Non si muove foglia che Dio non voglia». È vero, se sappiamo leggere la nostra vita e quella del mondo nella prospettiva della salvezza. Noi credenti non possiamo pensare che il mondo resti in balìa degli uomini o che Dio perda il controllo degli eventi. Solo Lui sa coniugare, nella sua infinita sapienza, la libertà degli uomini – anche dei peggiori – con il suo progetto universale di salvezza. La venuta ormai prossima del Figlio di Dio ci ridice che la storia, anche quella dei nostri giorni, è nelle mani di Dio.


