Fonte dell’articolo silvestrini.org
Con quale autorità… ||| La gente umile e dal cuore semplice si accorge subito che il parlare di Cristo è diverso da quello degli scribi e dei farisei: «Rimanevano colpiti – dice l’evangelista – dal suo insegnamento, perché parlava con autorità e non come i loro scribi». Non era dunque necessario interrogarlo come fanno i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo: sarebbe bastato aprire mente e cuore per comprendere l’autenticità e la novità del suo messaggio. L’evangelista Marco conferma che «il Signore operava insieme con loro (con gli apostoli) e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano». Tutta la vita di Cristo è una splendida ed inequivocabile conferma della divina autorità che egli esercita per illuminare i cuori e redimere l’uomo dal peccato. È un’autorità umano-divina, che emanava dalla sua persona, dalle sue parole e dalle sue opere. Un saggio proverbio popolare afferma che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: ci si tappano le orecchie quando in chi parla si vede un avversario o qualcuno che svela i nostri comportamenti sbagliati. Si chiudono orecchie, cuore e mente quando è in gioco la nostra piccola egemonia o il nostro potere; e anche chi riconosce la verità ma non ha il coraggio di conformare la vita agli insegnamenti ricevuti finisce per accecare i sensi dell’anima. Accade ancora oggi: esistono contestatori di mestiere e sordi cronici, sempre pronti a proporre una verità diversa purché contraria a quella annunciata. Se ciò è grave tra gli uomini, diventa peccaminoso nei confronti di Cristo. Egli incarna la verità, è la Verità, è la luce del mondo che illumina ogni uomo. Non dovrebbe più accadere che noi preferiamo le tenebre alla Luce. Rischieremmo di lasciar trascorrere invano uno splendido Natale.


