Fonte dell’articolo silvestrini.org
Per riavere la vista. ||| Ci penetrano nel profondo le urla dei due ciechi del Vangelo: il buio degli occhi e, ancor più, quello dell’anima creano lo strazio interiore dell’anima, quello che induce appunto a urlare, a chiedere pietà. Gesù aveva già dichiarato che lo scopo della sua venuta, come aveva profetato Isaia, è quello di ridare la vista ai ciechi. Egli stesso si proclamerà Luce: «Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gesù fa sì che i due si accostino a Lui: è il primo passo da fare per riaprirsi alla luce. Il Signore cerca di far scaturire dal loro buio il chiarore della fede e li interroga: «Credete voi che io possa fare questo?» Il loro “sì” forte e fiducioso fa sgorgare dal Cristo il dono della vista e la pienezza della fede: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Coloro che sono gratuitamente beneficiati dal Cristo, coloro che hanno il dono della fede, non possono e non debbono tacere. Così hanno fatto i due illuminati del Vangelo, così affermavano i primi apostoli, così anche «noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Per chi crede è necessario, urgente, rendere testimonianza di quanto ha ricevuto. La verità, di sua natura, tende ad espandersi; quella di Dio deve essere annunciata perché è un dono per tutti e un impegno di tutti.


