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Il crollo del tempio. ||| Spesso l’uomo crede di aver realizzato qualcosa di indistruttibile e di perenne, soprattutto quando si tratta di realta umane a cui si annette uno speciale valore e significato. Lo pensavano anche gli ebrei del loro maestoso tempio di Gerusalemme, segno per loro della divina presenza, della speciale predilezione di cui godevano e del loro prestigio e grandezza. Non avevano compreso che quella splendida realta era legata a un patto di alleanza e di fedelta. Tutto crolla quando la fede viene meno e l’ipocrisia impera. Prima della distruzione del tempio si e infranto colpevolmente quel patto, quel legame e quel vincolo. A quel punto il tempio non ha piu motivo di esistere, sarebbe un segno bugiardo. Viene quindi condannato alla distruzione per assumere un altro significato, quello della distruzione del male, dell’egoismo e della presunzione. Sono questi, in primo luogo, gli eventi terrificanti di cui parla il Vangelo. La vera catastrofe e sempre originata dal peccato e dall’infedelta a Dio. Viene da pensare che anche le nostre splendide chiese potrebbero assumere le stesse caratteristiche del tempio di Gerusalemme se non le viviamo come segno di comunione vera con Dio e tra di noi. Il tempio, la chiesa, e tale solo se coloro che le frequentano esprimono coerentemente nel culto e nella vita l’autenticità della fede. Possiamo percio essere noi a sconsacrare e distruggere templi e chiese. “Dove carita e amore li c’è Dio”, ne consegue che dove non c’è amore e fraternità Dio viene cacciato, e una chiesa senza Dio diventa un normale e comune locale di umane adunanze. Questo vale per le chiese, ma vale anche per famiglie, comunità e l’Europa intera.


