Fonte dell’articolo silvestrini.org
Il fuoco sulla terra. ||| Gesù è pienamente consapevole del carattere esplosivo e radicale della sua venuta. Egli dice di essere venuto a portare il fuoco sulla terra: l’amore di Dio si manifesta così più che mai nella sua persona, il Verbo si è fatto carne e abita in mezzo a noi. Sta per offrire al mondo la suprema testimonianza della misericordia divina con la sua immolazione sulla croce; questo sarà il suo battesimo di sangue. Già intravede la promessa compiuta di inviare alla Chiesa nascente «il Consolatore, lo Spirito di verità», che scenderà sugli apostoli come lingue di fuoco. Sa che quel fuoco arde e continuerà ad ardere nei secoli: sarà la forza dei deboli, la luce sul cammino della Chiesa, la vera sapienza per gli uomini. Con questa forza, che genera fermezza nella fede, il seguace di Cristo, dagli apostoli fino a noi, diventa testimone e annunciatore del Vangelo; ma proprio questo annuncio e questa testimonianza saranno motivo di lotta e persecuzioni da parte di chi li rifiuta. Ecco perché Gesù, autore della pace, ripete di non essere venuto a portare la pace, ma la guerra; e ci avverte: i suoi si troveranno spesso come agnelli in mezzo ai lupi. I lupi, talvolta, sono le persone a noi più vicine, come accadde anche a Gesù con Giuda. Ma ricordiamoci: anche in mezzo ai lupi, da cristiani, dobbiamo rimanere agnelli.


