Fonte dell’articolo silvestrini.org
Beato tu… No, beati noi! ||| Beato il grembo che ti ha portato! Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio. Un piccolo brano del Vangelo che racchiude una grande verità e può essere letto su due piani differenti. Nel primo si concepisce la salvezza come opera dell’uomo, che Dio si limita a ratificare verificandone l’efficacia; è il piano delle sole aspettative umane, attuato tramite norme predefinite. Nel secondo, invece, l’opera della salvezza è un dono gratuito di Dio che l’uomo accoglie e corrisponde con la coerenza della propria vita. Ci poniamo allora sul piano di Dio, dove si aprono relazioni nuove e spesso inaspettate, il piano della Grazia, in cui si compie ciò che umanamente non può essere previsto. Leggiamo dunque il brano di oggi sul piano puramente umano: Gesù, che sta parlando, viene interrotto da una donna – precisazione non irrilevante – che benedice il grembo che lo ha generato e il seno da cui ha preso il latte, un atto di fede che avrebbe potuto spingere Gesù a lodare la propria madre, Maria. La risposta di Gesù però risuona inaspettata e quasi ingrata verso la donna; sembra mortificare quell’atto di fede. Leggendo lo stesso episodio sul piano di Dio, Gesù, senza negare la sua origine umana, invita a una diversa beatitudine, quella dei Figli di Dio. Nasce una relazione nuova, di amore, in cui Maria occupa un posto privilegiato come prima discepola di Cristo. Nel piano di Dio, la lode verso Maria è più piena e completa, perché si riconosce in lei colei che ha ascoltato la Parola di Dio e l’ha veramente messa in pratica. L’invito per noi è allora leggere la nostra storia secondo il piano di Dio, per farla diventare una storia di salvezza.


