Fonte dell’articolo silvestrini.org
La forza del dito di Dio. ||| Nel Vangelo odierno ci viene rivelata una realtà concreta e spesso sottovalutata: la lotta contro il male e contro il demonio, una costante nella vita di Gesù. In essa troviamo una testimonianza decisiva della sua messianicità. Il Cristo, l’Unto, il Figlio di Dio, non combatte per la nostra salvezza contro i regni e le potenze terrene, ma va al cuore stesso dell’uomo, la sede più profonda dove i profeti leggevano la vera legge di Dio e dove si svolge la lotta perenne tra il bene e il male. Non comprendere questa realtà significa non accogliere il Messia e il suo piano di salvezza. Su questo crinale si colloca la domanda del Vangelo: in nome di chi Gesù agisce contro il demonio? La sua risposta è illuminante per la nostra fede, perché in questa lotta antica e sempre attuale vi è la sicura supremazia del Bene sul male. Da qui deriva per noi un insegnamento importante: evitare due opposte esagerazioni. C’è chi nega l’esistenza del male e del demonio come realtà esterna all’uomo, riducendo tutto a dinamismi psicologici o determinismi controllabili, vanificando così l’opera redentrice di Gesù; e c’è chi invece attribuisce ogni cosa al demonio, annullando di fatto la libertà e la responsabilità dell’uomo. Riconoscere l’esistenza di una forza esterna, che tuttavia non è allo stesso livello del Bene supremo, impegna l’uomo a non aderire al male. La fede in Gesù ci permette di vincere pienamente il male, non con le nostre sole forze, ma con il Dito di Dio: così si compie in noi il suo piano di salvezza.


