Fonte dell’articolo silvestrini.org
L'insistenza della preghiera. ||| Il vangelo della liturgia odierna sottolinea l’importanza della preghiera insistente. La parabola dell’amico inopportuno ci insegna che, per crescere anche nella carità, non possiamo prescindere dalla preghiera costante e fiduciosa. L’amico inopportuno rappresenta ciascuno di noi nella nostra insistenza nel chiedere al Padre, confidando nel suo amore e nella sua benevolenza. Dobbiamo sempre mostrare nella preghiera la fede in un Padre che ascolta e accoglie ogni nostra richiesta, anche quando sembra che il Signore non risponda subito; è allora importante domandarci con quanta fede preghiamo, poiché la preghiera con fede dà già per scontato l’esaudimento. Gesù, invitandoci a pregare senza stancarci, ci ricorda però di non perdere mai di vista le vere priorità: la preghiera è anche un cammino di adesione alla pedagogia di Dio, un ascolto vero che ci aiuta a scoprire la nostra vocazione autentica. Solo attraverso la docilità allo Spirito e la fede nella Parola possiamo comprendere il vero valore di ogni preghiera. L’invocazione allo Spirito Santo è il fondamento della preghiera autentica, che diventa trinitaria perché rivolta al Padre, nel nome del Figlio e con l’azione dello Spirito. Questo ascolto profondo si esprime fin dall’inizio nella preghiera con il segno della Croce, non come gesto magico, ma come atteggiamento di apertura all’ascolto della volontà di Dio. L’autenticità della preghiera cristiana non obbliga Dio a soddisfare i nostri desideri, ma trasforma noi affinché aderiamo al suo volere. In questo senso, la preghiera fatta con fede è sempre esaudita.


