Fonte dell’articolo silvestrini.org
Chi è Gesù? ||| Vi ricordate il Vangelo di ieri? Ora è lo stesso Gesù che vuole provocare una reazione sulla sua persona; Egli non è interessato a verificare la sua “fama popolare”, come oggi diremmo. Gesù si rivolge personalmente ai suoi discepoli. In questo atteggiamento, Gesù dimostra un doppio intento. Per prima cosa, Egli è interessato a tutti, come comunità, e a ognuno in particolare. La folla, per Gesù, non è mai anonima; anche la folla più numerosa è sempre formata da persone. La folla è viva perché unisce tanti uomini e donne, che portano ognuno il bagaglio della propria vita, della propria storia. Gesù è attento a tutti e a ognuno. Egli vuole suscitare la fede in tutta la sua comunità di discepoli e anche in ognuno di loro individualmente. Gesù vuole far capire ai suoi discepoli una cosa molto importante e, per essere afferrata nel cuore di ognuno, deve contenere un messaggio personale. Vuole dire a tutti, indistintamente, che l’incontro con Lui deve essere vissuto sempre nella fede per la vera conversione di cuore. Non si può essere discepoli di Gesù senza prescindere dalla fede; una fede da vivere e da far maturare nella vita. Analizziamo allora il dialogo tra Pietro e Gesù, letto alla luce della fede. Pietro parla certamente a nome della comunità ed esprime quindi la fede che stava nascendo nella stessa comunità dei discepoli. Pietro parla però anche a livello personale e instaura con Gesù un dialogo personalissimo e molto stretto. Gesù allora completa la risposta di Pietro, annunciando la sua morte e la sua resurrezione. Gesù accoglie la fede che ha dimostrato Pietro, ma vuole subito che questa sia incarnata nella vita. La fede in Gesù non è un trattato, ma è la fede in una persona; è una fede che vive e respira dei sentimenti dello stesso Gesù. Chiediamo oggi a Gesù questa fede vera e autentica, che sia vissuta con coerenza nella nostra vita.


