Fonte dell’articolo silvestrini.org
Dio ha visitato il suo popolo. ||| Il miracolo della risurrezione del figlio unico della vedova di Nàin si presenta nel Vangelo di san Luca con aspetti particolari. Lo stesso evangelista descrive la situazione in modo preciso, tale da sottolineare elementi non marginali. Gesù si reca a Nàin, cittadina non lontana da Nàzareth, con il seguito dei discepoli e di una grande folla. Egli si sta rivelando ai suoi discepoli come il vero Messia, e questo suscita grande interesse. Le antiche attese e le profezie già annunciate sembrano realizzarsi in Lui, sebbene in un modo non immediatamente percepibile. Gesù incontra un’altra folla: è il corteo funebre che accompagna un giovinetto morto, figlio unico di una madre vedova e inconsolabile. Questa è la folla di chi cerca di darsi ragione di un destino crudele. Una Madre e un Figlio si incontrano; due folle assistono a questo incontro, due folle con i loro interrogativi, i loro dubbi e i loro “perché” sulla vita. Ecco l’incontro, semplice e accogliente. In poche parole e in pochi gesti, Gesù esprime tutta la sua umanità e divinità. La risurrezione del giovinetto e la sua restituzione alla madre sono il segno del Mistero Pasquale di Cristo donato alla Chiesa. Gesù risponde così ai suoi discepoli, preannunciando una salvezza che si realizza accogliendo nella fede il suo Mistero. Egli è il Signore della vita e della morte e, con la sua morte, ci dona la vita eterna. Con il dono della vita ridato al giovane e restituito alla madre, Gesù indica che nella Chiesa il dono della vita si realizza per tutti. La folla piangente che segue la madre rappresenta l’umanità intera di tutti i tempi e di tutti i luoghi, in cerca di risposte e di senso alla propria esistenza. Il messaggio di salvezza di Gesù, nell’annuncio pasquale, risponde in pienezza alle angosce e ai dubbi dell’uomo moderno.


