Vangelo del giorno : 2018-03-02 – Commento di venerdi’

Vangelo del giorno

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Vangelo del giorno

Costui è l’erede; venite, uccidiamolo. ||| “Gesù disse ai principi dei sacerdoti e ai capi del popolo: c’era un padrone che piantò una vigna…” L’evangelista traccia con questa parabola tutta la storia della salvezza e la pone davanti ai capi di Israele passati e presenti, che hanno il privilegio di coltivare la vigna del Signore. Il racconto inizia descrivendo la cura meticolosa che Dio ha per la sua vigna prediletta. Manifesta il suo amore con fatti concreti, perché si possa comprendere quanto le fosse cara. Al moltiplicarsi dei suoi gesti di bontà corrisponde un crescendo di incomprensibile ostilità: percuotono, làpidano e uccidono sistematicamente i profeti di turno che il padrone invia loro. La loro risposta alle sue premure è la stessa: rifiuto e cattiveria. L’amore non si arrende. “Da ultimo mandò loro il proprio figlio, avranno sicuramente riguardo”. Dinanzi al figlio si svela l’intenzione perversa dei coltivatori. E’ la storia dell’umanità fin dal principio. Si vuole la morte del Padre attraverso il figlio per impadronirsi dell’eredità. Resta sempre valido: “Diventereste come Dio”. Gli ascoltatori, interpellati da Gesù, rispondono dicendo che il delitto del figlio è degno della più severa condanna. Ma il Signore dà un’altra interpretazione. Il rifiuto dei capi sarà l’inizio di un nuovo popolo, e la pietra scartata sarà testata d’angolo di una nuova economia di salvezza. “La vigna sarà data ad altri agricoltori che gli renderanno i frutti a suo tempo”. I capi del popolo capiscono finalmente che si parla di loro, e si accingono a fare ciò che avevano ascoltato. Gesù, il Figlio dell’uomo, disprezzato e ucciso fuori le mura (fuori del consorzio umano), è la pietra scartata che diventa pietra angolare. E’ il Figlio che ci dà la vera eredità, per altra strada da noi ingiustamente pretesa e irraggiungibile, è l’Agnello, immolato e vittorioso, che vince il nostro male, sacrificando se stesso. Più il Signore ci chiama con la sua parola, più ci allontaniamo da lui. “Ma Dio è Dio, e non un uomo. Per questo freme; ma non d’ira, bensì di compassione”, e viene a noi nella sua misericordia.

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Dal Vaticano

Raffaele De Fulvio
Informazioni su Raffaele De Fulvio 7152 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.