Vangelo del giorno : 2017-11-27 – Commento di lunedi’

Vangelo del giorno

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Vangelo del giorno

Abbiamo lasciato tutto; che cosa dunque ne otterremo? ||| Oggi, trasferita da ieri a causa dell’impedimento liturgico dalla solennità di Cristo Re, è la solennità del nostro fondatore San Silvestro, da non confondere con il Santo Papa omonimo del 31 Dicembre. Il calendario universale si limita a farne solo la memoria. Per noi suoi monaci è la festa grande, è la festa del «Padre» e fondatore del nostro Ordine Benedettino Silvestrino. La vita del nostro santo può essere ben definita e sintetizzata in un continuo e docile ascolto della Parola di Dio, delle divine ispirazioni e l’umile e fervente adesione ad esse. Possiamo dire che il primo ascolto lo ha prestato in Osimo, alla buona mamma Bianca, dalla quale ha appreso gli elementi essenziali della vita cristiana; fra le braccia materne ha imparato a dare il primato a Dio e mettere in second’ordine le cose del mondo. Questa convinzione riemergerà tante volte nella sua vita e sarà il motivo conduttore delle sua scelte. Inviato a Bologna, per diventare un giurista, si accorge che gli studi della legge «non lo accendono per le cose di Dio» – come ci dice il suo primo biografo – e allora subito la determinazione di lasciare quegli studi per passare a quelli della teologia a Padova. Incorre così nelle ire del padre, che vede deluse le sue aspettative e i sogni di grandezza umana che aveva vagheggiato per il figlio. Silvestro riafferma il primato assoluto di Dio nella sua vita e resiste per diversi anni alle sollecitazioni e minacce paterne. Finalmente, libero di seguire la propria vocazione, diventa canonico della cattedrale di Osimo, sua città nativa; è stimato ed apprezzato da tutti per la sua scienza e la sua santità, egli però, sempre attento alla voce di Dio, sente di dover assecondare ancora una volta la sua chiamata. Lascia tutto e tutti e si cala nella completa solitudine come eremita in una grotta negli aspri anfratti della Gola della Rossa, non distante dalle famose grotte di Frasassi. Anche l’esperienza eremitica durerà poco per Silvestro. Scoperto da alcuni cacciatori, inizia un vero e proprio pellegrinaggio verso la grotta del santo e alcuni desiderano imitarlo in quella scelta così radicale e porsi sotto la sua guida spirituale. Si ritrova così prima a dover essere padre e guida di altri e poi a dover fondare un nuovo Ordine, ispirato alla Regola benedettina. Attento ascoltatore quindi il nostro Santo, ma anche ben alimentato dalla grazia divina: il segreto della sua santità e del suo eroismo è raffigurato nella immagine più classica che possediamo di lui: il santo riceve la santa Eucaristia per le mani della Vergine Madre, fatto unico nella storia dei santi. Molti fedeli lo invocano, alcuni hanno sperimentato una speciale efficacia, miracoli che il Signore, per le mani dei santi, continua ad operare anche oggi. Così, l’Ordine da lui istituito nel lontano milleduecento, dura interrottamente fino ai giorni nostri e si sviluppa nel mondo. Solo ultimamente in Africa e in lontane Filippine, dove, proprio domenica scorsa è stato ordinato sacerdote il primo monaco benedettino silvestrino di quella nazione. San Silvestro Abate prega per noi.

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 5000 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.