Vangelo del giorno : 2017-09-14 – Vangelo di giovedi’
Vangelo del giorno
Nm 21, 4-9; Sal 77; Fil 2, 6-11; Gv 3, 13-17. ||| In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.
In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». […]
Fate questo in memoria di me. ||| “Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano ne mondo, li amò fino alla fine”. Gesù è per davvero il Figlio di Dio, e Dio è Amore, perciò nel suo Cuore amabile regna solo l’amore per noi uomini, e specialmente verso quelli più deboli e fragili, come siamo noi. Egli, durante l’Ultima Cena, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto”. Questo è un Segno sacro che Gesù fece prima dell’Istituzione dell’Eucaristia la sera del Giovedì santo. Ed è anche un segno di grande umiltà perché era compito dell’ultimo di casa, lo schiavo, che doveva lavare i piedi al padrone quando egli ritornava da un lungo viaggio o da un lavoro in campagna. Gesù, lavando i piedi agli Apostolo, intende istituire il Comandamento nuovo che è: “Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi!”, infatti: “Se dunque Io, il Signore, e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni agli altri!”. E questo è il Comandamento Nuovo, il Comandamento dell’Amore. Infatti Gesù non ci ha lavato solo i piedi, ma anche l’anima, con il suo Sangue prezioso, morendo sulla Croce per noi; e questo fatto si rinnova dentro di noi ogni volta che ci accostiamo al Sacramento della Riconciliazione, da Lui stesso istituito proprio il giorno di Pasqua. Poi iniziò subito la solenne Cena pasquale: l’Agnello rappresentava la sua divina Persona, Egli stesso, immolato sulla Croce, per i nostri peccati. Alla fine il Signore Gesù consacrò il Pane azzimo che divenne il suo Corpo, e il Calice del vino che si trasformò in suo Sangue, cambiando la sua stessa sostanza, come avviene in ogni Messa, e così sarà fino alla fine del mondo. E concluse, ordinando loro: “Fate questo in memoria di Me!”. E San Paolo, nella sua lettera conclude dicendo: Ogni volta che mangiate questo Pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché Egli venga”. […]
Vangelo del giorno : 2017-09-14 – Vangelo di giovedi’
Vangelo del giorno
Nm 21, 4-9; Sal 77; Fil 2, 6-11; Gv 3, 13-17. ||| In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!». […]
Venite, benedetti, dal Padre mio. ||| Gesù sarà il Giudice glorioso di tutti gli uomini. Le immagini della parabola presentate da questa liturgia, sono tipiche dei discorsi profetici sul “tempo della fine”, tempo insieme nostro e di Gesù che si rivela qui in due inaudite identificazioni, se pur su due piani diversi: lui e Dio, lui e i “poveri”. Questa “parabola del giudizio” ha la funzione di mettere i credenti sull’avviso: il discernere o no questa equazione a tre termini, già fin d’ora giudica la tua esistenza. La speranza dei credenti è indirizzata verso l’incontro definitivo con Dio, come invito a una comunione piena, quella comunione alla quale già ci introduce, come a primizia, l’adesione a Cristo, e massimamente la partecipazione alla sua Eucaristia. Ma lui nella sua presenza e nella sua sembianza, nei poveri, nei piccoli, chiamerà i suoi fratelli ad una fede in una presenza diversa da quella eucaristica, ma sicuramente non meno vera ed impegnativa. È in questa prospettiva di fede che oggi facciamo memoria di tutti i fedeli defunti, pensando a loro ancora in attesa dell’incontro finale con Cristo nella beatitudine eterna. Preghiamo per le anime purganti, quelle che, nella luce dello Spirito, non si sentono ancora degne di accedere alla perfetta visione di Dio nel suo Regno di amore e di perfezione. Quello che compiamo in questo giorno non è un semplice gesto di pietà, non è la solita visita ai cimiteri e alle tombe dei nostri defunti a deporre fiori o a ravvivare in noi la loro memoria, è piuttosto una manifestazione di fede e di autentica carità cristiana, mossi dalla certezza che le nostre preghiere, i nostri suffragi, le indulgenze che possiamo lucrare a loro favore, concorrono ad affrettare l’ingresso nel Regno di Dio, nella beatitudine eterna. Possiamo considerare anche utilitaristicamente i nostri suffragi a favore delle anime purganti nel senso che abbiamo la certezza di poter poi godere della loro preghiera per noi quando avranno raggiunto la pienezza della gioia nell’eternità di Dio. […]
Gn 11, 1-9; Sal.32; Mc 8, 34-39. ||| In quel tempo, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza». […]
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