tutta la Chiesa mostra la sua sollecitudine per l’Amazzonia

di Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

La Chiesa ascolta la voce dei popoli dell’Amazzonia dove la crisi ecologica e sociale, alimentate da grandi interessi e da crescenti disuguaglianze, minacciano non solo il futuro di questo polmone di capitale importanza esteso tra nove Paesi, ma il destino dell’intero pianeta. La ricerca di nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale sono l’obiettivo di questo ricco e prezioso ascolto, che troverà uno spazio privilegiato nell’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la regione Panamazzonica. In particolare, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium, la lettera enciclica Laudato si’ e la Costituzione apostolica Episcopalis communio sono tre imprescindibili documenti del magistero di Papa Francesco da cui attingere per promuovere un’autentica conversione pastorale, ecologica e sinodale. Il Sinodo, che si sta per aprire, si colloca proprio in questo cammino: un tempo per ascoltare e discernere in modo da poter agire.

Sollecitudine della Chiesa per l’Amazzonia

Accogliendo gli insegnamenti del Papa e raccogliendo il grido di dolore della terra e dei poveri, l’attenzione della Chiesa per l’Amazzonia si lega dunque alla missione evangelizzatrice e alla necessità di prendersi cura della casa comune. Durante la conferenza stampa di presentazione del Sinodo, si è sottolineato che si tratta di una urgenza non procrastinabile. Il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, ha precisato che “tutta la Chiesa mostra la sua sollecitudine per l’Amazzonia”, per le difficoltà, i problemi, le preoccupazioni e le sfide che si intrecciano in questa regione. All’ Assemblea sinodale, ha ricordato il porporato, partecipano tutti i vescovi ordinari ed ausiliari delle circoscrizioni ecclesiastiche amazzoniche. Partecipano, inoltre, presuli provenienti da altre Chiese particolari e i capi dei dicasteri della Curia romana. Il mosaico dei partecipanti è composito. Complessivamente, i padri sinodali sono 185, tra cui 28 cardinali. Partecipano anche 6 delegati fraterni, in rappresentanza di altre Chiese e comunità ecclesiali presenti nel territorio amazzonico, e 12 invitati speciali. Ai 25 esperti si aggiungono anche 55 uditori. Sono inoltre 35 le donne che prenderanno parte ai lavori.

Emergenze pastorali nella regione Panamazzonica

Il cardinale Claudio Hummes, relatore generale del Sinodo e presidente della Rete Ecclesiale Panamazzonica (Repam) si è soffermato su una delle emergenze pastorali in Amazzonia: “la mancanza di ministri ordinati”. “Il 70-80% delle comunità all’interno dell’Amazzonia brasiliana – ha detto il porporato rispondendo alle domande dei giornalisti – ha poca vita sacramentale, a parte il battesimo e il matrimonio”. “Mancano i Sacramenti: c’è un salto tra la Parola di Dio e la pratica”. Nella regione amazzonica, ha ricordato, “poche persone hanno la possibilità di accedere alla Comunione. Ma la Chiesa vive di Eucaristia e l’Eucaristia edifica la vita della Chiesa”. Nell’Instrumentum laboris del Sinodo sull’Amazzonia, un documento orientativo con indicazioni e osservazioni, viene espresso l’auspicio che “si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i Sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana”. Su questo come sugli altri punti dell’Instrumentum laboris, ha ricordato il cardinale Lorenzo Baldisseri, “i padri sinodali sono liberi di discutere e di fare proposte”.

Nella Chiesa libertà di espressione

Rispondendo alle domande dei giornalisti sulle critiche espresse anche da alti rappresentanti della Chiesa riguardo all’Instrumentum laboris del Sinodo per l’Amazzonia, il cardinale Baldisseri ha ricordato che non si tratta di un documento pontificio. “Nella Chiesa – ha aggiunto – c’è libertà di espressione. Ciascuno poi risponde alla propria coscienza, all’opinione pubblica e naturalmente al Signore”. L’Instrumentum laboris – ha spiegato – non è un documento magisteriale, ma un documento di lavoro che sarà dato ai padri sinodali e sarà la base per cominciare i lavori e costruire da zero il documento finale”. “L’Instrumentum laboris – ha affermato inoltre il cardinale Hummes non è del Sinodo, ma per il Sinodo”. “È la voce della Chiesa locale, della gente, della storia e della terra. La Chiesa li ha invitati a parlare e loro hanno parlato: se il Sinodo l’ha fatto, è perché vuole ascoltare sul serio. Questo è un cammino sinodale. Abbiamo ascoltato 80 mila persone. E dobbiamo ascoltare davvero, come dice il Papa. Speriamo che il Sinodo sarà ‘cum Petro’ e ‘sub Petro’, anche da parte di chi ha opinioni diversificate”.

Una sola crisi socio – ambientale

Durante la conferenza stampa si è ricordato a anche il significato di ecologia integrale nell’enciclica Laudato si’.

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 5486 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.