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TRANSITO di San Paolo della Croce

Canto iniziale

Saluto del celebrante

Cel. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Ass. Amen
Cel. La grazia e la pace di Dio nostro Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi.
Ass. E con il tuo spirito.

Il celebrante introduce la celebrazione

Cel. Fratelli e sorelle, in quest’ora, piena di raccoglimento e di gioia, ricordiamo l’evento di grazia del beato transito di san Paolo della Croce da questa terra alla Casa del Padre. Esso avvenne il 18 ottobre 1775, nel ritiro dei Ss. Giovanni e Paolo, alle ore 16,45.
Vogliamo celebrare l’avvenimento di grazia che è la nascita di san Paolo della Croce al Cielo, facendo nostri i pensieri ed i sentimenti che occupavano la mente ed il cuore del Santo. Così anche per noi la vita sarà illuminata dalla fede e sostenuta dalla speranza, perché il Dio della Vita, in Gesù Cristo, Figlio suo, Crocifisso e Risorto per la nostra redenzione e salvezza, mantiene sempre le sue promesse di immortalità e di vita eterna.

(una pausa di preghiera personale silenziosa)

Preghiera

Cel. Il giorno della tua morte, o San Paolo, nostro Padre, fu la festa più grande della tua vita. Vivendo totalmente immerso nella comunione con Dio, aspettavi con ansia di perderti nell’estasi eterna della visione del cielo. Intercedi per noi e ottienici la sapienza della croce e la grazia di comprendere che la pienezza della vita consiste nel possesso di Dio sommo bene.
Per Cristo nostro Signore.
Ass. Amen.

F. Giorgini – Lettere di San Paolo della Croce . Introduzione (p. 20)

Perché i passionisti?
Paolo si sente ispirato a fondare i passionisti perché essi fossero memoria vivente dell’amore salvifico di Dio rivelato, nel modo più credibile, dalla passione di Gesù. Paolo fu profondamente scosso dal vedere che gli uomini vivono dimentichi di quanto Dio ha fatto per ogni persona umana. Vivendo nell’oblio di Dio Padre che ha donato il figlio, anche a costo di vederlo sulla croce, pur di riconciliarci con lui, gli uomini si abbandonano al peccato e non vivono in comunione con Dio e tra loro. Perciò la premura di Paolo fu di scuotere il torpore dei cristiani, svegliarli, diceva lui, dal sonno di morte, perché meditando la vita e specialmente la passione di Gesù, comprendessero il suo amore infinito e si convertissero a lui e perseverassero nel bene.
Potremmo dire che la finalità principale che Paolo perseguiva, con la congregazione, era di avviare la gente, anche la più povera di cultura, alla meditazione personale della vita e passione di Gesù. Era convinto che ogni persona, anche la più ignorante e povera, è capace di crescere nell’amore personale di Gesù e farsi santa nel proprio stato”. Egli usò alcuni mezzi pastorali correnti per l’intervento straordinario sulla pastorale ordinaria delle parrocchie, come: ** la missione parrocchiale, ** gli esercizi spirituali, ** la direzione spirituale, ** il servizio dell’amministrazione del sacramento della penitenza, ma in tutti questi ministeri si impegnava, insieme ai passionisti, a convincere la gente a meditare e ne insegnava il metodo adattato alla situazione personale.
I vescovi, il clero e la gente diedero fiducia a lui ed alla sua congregazione chiedendone il servizio apostolico e desiderando la fondazione di comunità nei loro territori. E’ da sottolineare che la congregazione non era in grado di costruire una casa perché viveva in estrema povertà che spesso toccava la miseria, perciò le case che Paolo poté fondare furono opera dei vescovi, del clero e dei fedeli che si unirono per offrire case, in genere assai povere, ma che permisero lo sviluppo della Congregazione”.

1 ant. Va’ da coloro a cui ti manderò
e annunzia ciò che ti ordinerò.
Non temere, perché io sono con te.

SALMO 112
Lodate, servi del Signore, *
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, *
ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto *
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell’alto *
e si china a guardare nei cicli e sulla terra?

Solleva l’indigente dalla polvere, *
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi, *
tra i principi del suo popolo.

Fa abitare la sterile nella sua casa *
quale madre gioiosa di figli.

Gloria …

1 ant. Va’ da coloro a cui ti manderò
e annunzia ciò che ti ordinerò.
Non temere, perché io sono con te.

F. Giorgini – Lettere di San Paolo della Croce . Introduzione (p. 20)

Fare propri, per amore, il dolore e l’amore di Gesù
Ma l’unione mistica con Gesù è per Paolo un condividere la sua passione, perciò chiede a Dio per sé, per i suoi religiosi e per le persone che dirige, che Gesù imprima nell’animo la sua carità e le sue pene con un vivo desiderio di essere crocifissi con lui. Diventa familiare a lui la frase ripetuta in tanti modi di «far proprie per amore le pene di Gesù». Ciò significa un essere presente, ma con amore, a Cristo che è presente a noi, glorioso ma con i segni della passione. Se la persona è perseverante e docile nel lasciarsi purificare e si impegna nella pratica generosa delle virtù «l’Amante divino» attrae a sé l’anima «e tutta la divinizza, dirò così, scriveva Paolo, per mezzo della santa unione con SDM. […] Allora l’anima, tutta immersa in queste pene e dolori, fa un misto amoroso e doloroso, o doloroso ed amoroso» ed esercita le virtù anche in modo eroico.

2 ant. Ti ho costituito mio ministro:
ti mostrerò quanto dovrai soffrire
per il mio nome.

SALMO 145
Loda il Signore, anima mia: †
loderò il Signore per tutta la mia vita, *
finché vivo canterò inni al mio Dio.

Non confidate nei potenti, *
in un uomo che non può salvare.
Esala lo spirito e ritorna alla terra; *
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, *
chi spera nel Signore suo Dio,
creatore del cielo e della terra, *
del mare e di quanto contiene.

Egli è fedele per sempre, †
rende giustizia agli oppressi, *
dà il pane agli affamati.

II Signore libera i prigionieri, *
il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto, *
il Signore ama i giusti.

II Signore protegge lo straniero, †
egli sostiene l’orfano e la vedova, *
ma sconvolge le vie degli empi.

Il Signore regna per sempre, *
il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

Gloria …

2 ant. Ti ho costituito mio ministro:
ti mostrerò quanto dovrai soffrire
per il mio nome.

A. Lippi – Spiritualità della Croce proposta da Paolo ai laici nelle Lettere di San Paolo della Croce ai laici. Introduzione (p. 96)

Paolo della Croce propone a tutti i laici il camino verso la santità cristiana

Di solito, quando si parla del laicato cristiano, si evidenzia la fedeltà ai doveri del proprio stato, la testimonianza da dare nella secolarità, la santità del matrimonio e della vita familiare, l’osservanza della legge di Dio e della morale che sono comuni a tutti i credenti. A me pare, tuttavia, che la proposta di un cammino verso la santità cristiana qualifichi il messaggio di Paolo della Croce più di ogni altra proposta.
Da fervente sacerdote quale era, Paolo predicava certamente la fedeltà alle leggi di Dio e della Chiesa e l’adempimento di tutti i doveri del proprio stato. Tuttavia, oltre a questo, ogni volta che si imbatteva in una persona disponibile, si faceva premura di indicargli il cammino verso uno sviluppo pieno della fede e dei doni di grazia ricevuti. Questo era il cammino di santità che Paolo promuoveva, non soltanto per il bene dei singoli, ma per l’utilità della Chiesa stessa. Per lui, infatti, la santità, il misticismo non sono appannaggio o monopolio di religiosi e di suore. La santità, la vita mistica rappresentano per lui l’evoluzione normale della fede. Egli non riconosceva certi condizionamenti di fronte ai quali molti rinunciano all’ideale della santità, ad esempio l’idea che lo stato matrimoniale, gli obblighi della vita familiare o i molteplici impegni di lavoro non permettano ai fedeli laici un cammino verso la santità.

3 ant. Fu destinato da Dio
per la conversione delle anime;
in un’epoca di traviamenti ridestò la pietà.

CANTICO Ef. 1, 3-10
Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell’amore.

Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose, *
quelle del cielo come quelle della terra.

Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.

Gloria …

3 ant. Fu destinato da Dio
per la conversione delle anime;
in un’epoca di traviamenti ridestò la pietà.

Dalla Storia Critica di San Paolo della Croce,
di p. Enrico Zoffoli cp.

Terminato il vespro, giunse il P. Giambattista di S. Vincenzo Ferreri, a cui Paolo supplicando disse:
– «Mi assistano perché son vicino a morire!
– Sarà forse il freddo sopraggiunto a motivo del cambiamento del tempo», gli rispose il padre per fargli coraggio.
« No, no – replicò -: sono vicino a morire, e perciò mi assistano! ». Poi l’infermiere .. Uscì dalla camera e avvertì la comunità che, tornando dal coro, passava per il corridoio. Si suonò la campana interna, accorse il rettore e, coi religiosi, entrarono nella cella del morente anche il vescovo e il confessore. Entrambi cominciarono la raccomandazione dell’anima, mentre il rettore leggeva ad alta voce le preci dei moribondi. Si fece chiamare Antonio Frattini col figlio Vincenzo ed il Martelli; accorsero anche ecclesiastici e laici che si trovavano in ritiro per gli esercizi.
«Il P. Paolo intanto stava con gli occhi aperti e rivolti verso l’immagine grande del Crocifisso che stava e sta presentemente ancora appesa al muro della sua camera dalla parte sinistra accanto al letto, tutto ilare ed allegro quasi che non fosse lui che avesse a morire ». Fu allora che i padri, ricordando una richiesta del Santo, lo rivestirono dell’abito della Passione.
«Seguitava intanto il Servo di Dio a stare colla faccia ilare senza alcun turbamento, cogli occhi rivolti al Crocifisso, quando all’improvviso voltò la faccia e gli occhi verso il cielo con bocca quasi ridente ed alzate le mani, che sempre aveva tenute prima immobili e sul petto, le mosse tre o quattro volte come se volesse dire: ‘Fate largo! fate largo! ‘. Quindi faceva cenno come se invitasse qualche personaggio a venire, quasi dicesse: ‘Venite! venite! ».
Alcuni non capirono e, pensando che chiedesse dell’acqua benedetta, gliela porsero. L’infermo continuava a far cenni e Fr. Bartolomeo, che gli stava accanto, provò a dirgli: «Padre, vuole qualche cosa? ha bisogno di niente?… ed il P. Paolo – nota il teste – mi fece cenno con la mano destra che stessi quieto, non parlassi…. chiaramente indicando che si facesse luogo ad alcune persone ivi presenti, stando intanto il Servo di Dio con una faccia di Paradiso… ».
Poi «lasciò calare le braccia e le mani sul petto, e non le mosse più ». Solo più tardi si ebbe la conferma di ciò che tutti avevano arguito: a Paolo erano apparsi Gesù, la Vergine, S. Paolo Apostolo, S. Luca, S. Pietro d’Alcantara, i quali con «una moltitudine di Santi ed Angeli del Paradiso e il suo fratello P. Giambattista ed altri religiosi della sua Congregazione erano venuti ad assistere al suo passaggio, come anche le anime da lui convertite… »

Mons. Struzzieri e il confessore, approfittando di quegli ultimi momenti, ripresero a suggerirgli giaculatorie. Il padre Giammaria, ricordando che Paolo aveva desiderato di morire «in cinere et cilicio», mandò subito a prendere una grossa fune; quindi, a « voce alta e con gran fervore, gli disse: ‘Ecco che gli metto la corda al collo, così morirà in cinere et cilicio! e ciò detto, pian piano, gliela mise non al collo, perché bisognava muovergli la testa, ma sopra il capo pendente dall’una e dall’altra parte verso le braccia ». Gli diede l’ultima assoluzione e, incaricato dal P. Giambattista di S. Vincenzo Ferreri, aggiunse la benedizione apostolica in articulo mortis, oltre quelle del rosario e del Carmine.
I religiosi, intorno, singhiozzavano, mentre il P. Giammaria continuava la raccomandazione dell’anima, il P. Giambattista di tanto in tanto aspergeva la camera con acqua benedetta e il rettore leggeva la Passione secondo S. Giovanni con visibile contento del moribondo. Mezz’ora prima che spirasse, monsignore, interpretando il comune desiderio: « P. Paolo supplicò , si ricordi in Paradiso della povera Congregazione per la quale ha tanto faticato e di noi tutti suoi poveri figli! ». Ed il Santo «con fervore particolarissimo fece cenno di sì ». Quindi chiuse gli occhi come per addormentarsi ed un quarto d’ora dopo, «senza alcun moto né di bocca né di altra parte del corpo» si spense placidamente.
Suonavano le 16,45 del mercoledì 18 ottobre 1775.

Breve omelia o tempo meditativo

Ant. Uomo prescelto da Dio
radunò compagni all’ombra della Croce
per contemplare e annunziare Cristo crocifisso.

Cantico della B. Vergine (Lc 1, 46-55 )
L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva *
d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria …

Ant. Uomo prescelto da Dio
radunò compagni all’ombra della Croce
per contemplare e annunziare Cristo crocifisso.

INTERCESSIONI
Rendiamo grazie a Dio Padre, che ha scelto san Paolo per annunziare agli uomini la Parola della Croce, e rivolgiamo a lui la nostra umile preghiera:
Per la morte del tuo Figlio ascoltaci, o Signore.

Padre santo, che hai mandato il tuo unico Figlio nel mondo, perché il mondo si salvi per mezzo di lui,
– fa’ che doniamo la nostra vita per condurre l’umanità alle inesauribili ricchezze del Cristo crocifisso.

Padre santo, che nella tua misericordia ci hai consacrati all’annunzio della Passione di Cristo,
– fa’ che la testimoniamo anche con la nostra vita nello spirito di san Paolo della Croce.

Padre santo, che hai attratto san Paolo della Croce a fare continua memoria del mistero della Croce,
– donaci di penetrare profondamente questo sommo mistero.

Padre santo, che hai reso san Paolo della Croce fervente predicatore della Passione del tuo Figlio,
– rendici, sul suo esempio e per sua intercessione, fedeli ed efficaci annunziatori del Vangelo della Passione.

Padre santo, che per il sangue del tuo Figlio accordi agli uomini il perdono e la vita eterna,
– ammetti i nostri fratelli defunti nel regno della tua gloria.

Padre nostro.

ORAZIONE
Signore Gesù Cristo,
che scegliesti san Paolo della Croce
per meditare ed annunziare i misteri della tua Passione
suscitando con la sua opera nuove energie alla tua Chiesa,
concedi a noi di seguire le sue orme
e giungere al trionfo della tua risurrezione.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Canto finale

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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