Se il sacerdote consacra pane e vino, perché ci comunichiamo solo con il pane?

Nella sua rubrica sul quotidiano O São Paulo, dell’arcidiocesi brasiliana di San Paolo, padre Cido
Pereira ha risposto questa settimana a questo dubbio di una lettrice:

“Se vengono consacrati pane e vino, perché in genere la Comunione è data solo in una specie?”

Ecco la risposta di padre Cido:

 

La domanda è stata inviata da Maria de Fátima Custódio. “Nella consacrazione dell’Eucaristia, il sacerdote consacra il pane e il vino, il Corpo e Sangue di Gesù. Vorrei sapere perché l’assemblea si comunica solo con il Corpo”, chiede.

Maria de Fátima, nella sua domanda ci sono alcune affermazioni che non sono corrette. Ho capito quello che intende, ma serve chiarezza in quello che si dice. Porrò allora la sua domanda nel modo in cui dovrebbe essere presentata, va bene?

Dovrebbe essere così: “Nella Messa, dopo la consacrazione del Pane e del Vino, che si transustanziano nel Corpo e nel Sangue di Gesù, il sacerdote comunica con il Corpo e il Sangue di Gesù nel pane e nel vino consacrati. Vorrei sapere perché l’assemblea comunica Cristo solo nel pane consacrato”.

Inizio ricordando che la Chiesa insegna, fin dall’inizio, che sia nel pane consacrato che nel vino consacrato Gesù è interamente presente nel suo corpo, sangue, anima e divinità. Chi comunica solo con il vino consacrato comunica Gesù nella sua interezza.

La Comunione nel pane e nel vino consacrati che il sacerdote fa nella Messa si chiama Comunione sotto due specie. La Chiesa permette questa Comunione sotto due specie – nel pane e nel vino – in occasioni speciali nella vita del popolo di Dio e della comunità. Perché in occasioni speciali e non sempre? Perché ci vorrebbe molto tempo per distribuire l’Eucaristia, solo per questo.

Ricorderò alcune delle circostanze in cui ci si può comunicare sotto due specie: nelle Messe in cui ci sono Battesimo, matrimonio, Prima Comunione, ordinazione e professione religiosa; nella prima Messa di un sacerdote o in una Messa in cui la comunità celebra qualcosa di molto importante nella sua vita.

Come vede, dipende anche da parroco e dalla comunità. Penso di aver risposto alla sua domanda, Maria de Fátima. Dio la benedica, oggi e sempre!

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Dal Vaticano

Informazioni su Raffaele De Fulvio 5769 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.