Riscopriamo ogni giorno di essere amati, guardati, accompagnati da Dio

Fonte e Autore dell’articolo: Aleteia.org

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Pietro, 12 anni: campione di palla prigioniera e asso in tutti gli sport. Durante una partita viene eliminato al primo giro e accade il dramma: si arrabbia, sbuffa e si alza. Si allontana bofonchiando che preferisce giocare da solo. Dopo poco decido di andare a recuperarlo e lo trovo a piangere, accovacciato su un sasso. Mi vede, si accorge di me; mi confida che, in realtà, voleva continuare a giocare ed era dispiaciuto che gli fosse stata tolta quella possibilità.

La sua apertura mi sorprende: mai visto Pietro piangere in un anno intero! In quel momento, ho colto in lui il nostro grande desiderio di essere guardati che, se ignorato, erompe ancor più prepotentemente in un grido o in un pianto. Così, gli ho confidato qual era per me la bellezza di quei giorni: passare del tempo con loro e conoscerli. Siamo tornati a giocare insieme. Subito lui si è rimesso in campo: sorridente e carismatico come l’ho conosciuto, desideroso di  coinvolgersi e coinvolgere i suoi amici.

Amati, guardati, accompagnati

Paolo, 16 anni: calciatore e aspirante medico. Durante il centro estivo che abbiamo potuto organizzare, viene ad aiutare me e suor Valeska con i ragazzi più piccoli, ma dopo appena una settimana ci lascia per andare al mare con gli amici. Ci salutiamo e ci auguriamo una buona estate.

TEENAGE BOY,

J K Daylight | Shutterstock

Ma un mattino di qualche giorno dopo, lo vedo salire le scale della parrocchia e spuntare sorridendo. “Per me è bello stare qui con voi, quindi sono tornato”, ci dice. Il cristianesimo è un fatto, che genera uomini che non hanno paura di rischiare e di scegliere. Passando del tempo con questi ragazzi, che sono come delle perle preziose, non solo mi sono sentita privilegiata, ma sono nate in me anche tante domande: come far loro compagnia? Come amarli? Cosa comunicare? Certamente, per stare con loro, ci vogliono una cura infinita e una passione per l’uomo che possono venire solo da Cristo e che, anzitutto, io stessa devo vivere.


DAVID BUGGI

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Per generare, devo essere per prima generata: posso imparare ad amare, guardare ed accompagnare solo riscoprendo ogni giorno che io stessa sono amata, guardata, accompagnata. Questo accade unicamente con Cristo, che mi chiama a un rapporto quotidiano con lui attraverso la comunità. Ripensando ai giorni trascorsi con questi ragazzi, so che avrei potuto fare tante cose in modo diverso, supplire a tante mie mancanze e tentativi sbagliati. Eppure alla fine, quel che resta in me è il santo desiderio di imparare ad amare.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MISSIONARIE DI SAN CARLO

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Raffaele De Fulvio
Informazioni su Raffaele De Fulvio 8264 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

1 Commento

  1. Dio ci ama come siamo. L’amore di Dio e’ dentro della nostra vita’ sia felice e doloro. Noi guardiam l’amore di Dio con gli occhi di misericordiosi verso noi e il prossimo.

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