quando Natuzza ha visto e affrontato il diavolo

Racconti e testimonianze di come la mistica reagiva contro Satana. “Per tutta la giornata mi ha perseguitato una terribile visione…”

Ha respinto assalti anche violenti da parte del diavolo. Natuzza Evolo, la mistica di Paravati (Vibo Valentia) che si avvia verso gli altari, ha subito umiliazioni e tentazioni dal “nemico”. Ci sono testimonianza e resoconti di episodi che attestano la lotta contro Satana della mistica.

Il volume “Natuzza Evolo – Le stimmate, la Madonna e l’angelo custode” di Don Marcello Stanzione (Gribaudi editore), raccoglie queste testimonianze da brividi.

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Natuzza pochi mesi prima di morire

Le minacce ai figli

Riguardo alle figlia di Natuzza, Italia Ciampà, una donna vicina a Natuzza, testimonia: «Angela e Anna Maria, con gli anni, furono di grande conforto alla mamma nei momenti più difficili. Specialmente durante gli assalti del diavolo, per la madre la prova più dura, più dolorosa di tutte le fitte e i disturbi fisici, che pure dovette affrontare. Mi rammento la dolcezza e la tenerezza con cui Anna Maria, quando si presentava la tentazione, confortava la mamma, dicendole di non preoccuparsi, che tutto sarebbe finito e che lei era protetta».

Italia Ciampà poi riferisce: «Spesso il diavolo usava proprio i figli per fare paura a Natuzza, minacciandola di far loro del male. Salvatore, il primogenito, si era diplomato e aveva trovato lavoro in una banca di Messina: il diavolo glielo faceva vedere tutto maciullato per un incidente d’auto sulla strada di Paravati, dove tornava per i weekend».

Le tentazioni dei preti

Il diavolo era irritato contro Natuzza specialmente per l’aiuto che offriva ai preti. e tantissimi furono nel corso degli anni i sacerdoti in crisi o vacillanti che attraverso l’apostolato di Natuzza, si riavvicinarono al Signore con amore e fede, completamente risvegliati. «Mi rammento», dichiara la Ciampà, «in particolare, un pomeriggio, nella cappella della Madonnina a Paravati. Fra i tanti giovani, che come sempre arrivavano, ce n’era uno con i pantaloni neri e la camicia gialla, molto vistosa. Natuzza, col suo forte senso materno, sempre riceveva prima tutti i ragazzi e poi gli altri. Così fece entrare quel giovane che io avevo notato ed evidentemente Natuzza lo mise a posto, ma con la dolcezza.

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Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.