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Preghiera per PER CHI SOFFRE

Signore, ho l’anima piena di amarezza e rischio di essere sopraffatto dallo sconforto.

Eppure, Tu avevi previsto questa mia sofferenza!

Vado allora chiedendomi perché non sei ricorso alla Tua onnipotenza per evitarmela.

Ma subito ripenso al fatto che, per salvare il mondo, Tu stesso hai scelto, fra mille formule a Tua disposizione, quella del dolore, e hai pagato di persona in misura incredibile.

Se il dolore non avesse in sé un potere immenso di redenzione e di bene, Tu non l’avresti scelto per l’attuazione del Tuo piano di amore, e tanto meno lo avresti riservato ai Tuoi amici più cari.

E’ indubbiamente una legge strana, quasi sconcertante. Ma Tu mi assicuri che è legge di vita e di salvezza.

Dammi, allora, o Signore, la forza di accettarla, nella visione chiara di questa sua inestimabile prerogativa.

Dammi la convinzione profonda che questa mia sofferenza si fonde con la Tua passione e con il Tuo dolore, e acquista così valore incalcolabile. Se in un istante di debolezza mi dovesse sfuggire un gesto di rivolta, protestando la mia innocenza, ricordami, o Signore, che Tu stesso, pur essendo infinitamente buono, sei stato crocifisso!

E rinnova in me il coraggio di accettare quanto mi riserva questa legge misteriosa del dolore, che giorno per giorno va restaurando nel mondo il diritto a sperare.

Così sia.

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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Vangelo del giorno : 2018-06-20 – Commento di mercoledi

"Il Padre che vede nel segreto ti ricompenserà". ||| Nel brano del vangelo che la liturgia oggi ci propone, Gesù stabilisce un criterio di comportamento con tre applicazioni concrete - elemosina, preghiera e digiuno - che non sono esaurienti in un cammino religioso, ma qualificano la nostra relazione con Dio, con gli altri e con noi stessi. Si badi alla sottolineatura che ne fa Gesù: "Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete la ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli". Questo principio di carattere generale deve essere alla base della nostra coscienza, perché "non si può avere riconoscenza presso il Padre, che è nei cieli, se si agisce per essere ammirati dagli uomini". L'esperienza poi ci insegna, che nessuna lode degli altri, ha il potere di riempire il nostro cuore. Come sempre si tratta, leggendo il Vangelo, di una storia d'amore, che il Signore ci insegna a vivere attraverso queste tre pratiche, molto radicate nella pietà popolare. L'elemosina è più di una moneta fatta scivolare nella mano dell'indigente. Gesù ne indica la via giusta: quel che fai deve restare nel segreto, come il seme gettato nelle viscere della terra. La preghiera è l'espressione dell'orientamento dell'uomo verso il suo Signore. Un orientamento che non può non restare tale, e ha bisogno di non essere frastornato. "Entra nella tua camera", entra nella sua presenza. Davanti a lui esprimerai ciò che sei. Il digiuno, con un colore di festa, è necessario per raggiungere quell'equilibrio per cui ci si può mantenere nel retto uso delle cose. Nessuno cercò con maggior passione di Gesù il compimento della volontà di Dio. E "chiunque fa la volontà del Padre mio, questi è per me fratello, sorella e madre".