Perché dobbiamo confessarci?

Ai cattolici che desiderano prendere sul serio la vita spirituale e arrivare alla maturità cristiana (cfr. Ef. 4,13) è sempre stata raccomandata la pratica della Confessione frequente. Anche Papa Francesco non si stanca di raccomandarla.

“Non avere paura della Confessione!”, ha detto il 19 febbraio 2014. “Uno, quando è in coda per confessarsi, sente tutte queste cose, anche la vergogna, ma poi quando finisce la Confessione esce libero, grande, bello, perdonato, bianco, felice. E’ questo il bello della Confessione! Io vorrei domandarvi – ma non ditelo a voce alta, ognuno si risponda nel suo cuore -: quando è stata l’ultima volta che ti sei confessato, che ti sei confessata? Ognuno ci pensi… Sono due giorni, due settimane, due anni, vent’anni, quarant’anni? Ognuno faccia il conto, ma ognuno si dica: quando è stata l’ultima volta che io mi sono confessato? E se è passato tanto tempo, non perdere un giorno di più, vai, che il sacerdote sarà buono. E’ Gesù lì, e Gesù è più buono dei preti, Gesù ti riceve, ti riceve con tanto amore. Sii coraggioso e vai alla Confessione!”

Sapete che la Confessione è uno dei sette sacramenti – il sacramento della Riconciliazione o della Penitenza –, istituito da Gesù Cristo, quando, dopo essere risorto, è apparso agli apostoli riuniti nel Cenacolo e ha detto loro: “«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi»” (Giovanni 20, 21-23). È impressionante. Se Cristo non avesse dato questo potere ai sacerdoti, non oseremmo pensare che sia possibile.

Ma Gesù non ha voluto limitarsi a favorire attraverso la Confessione il perdono dei peccati. Ha fatto molto di più.



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Un canale di vita divina

Per capire questo, dovete pensare che tutti i sacramenti sono fonti di grazia, canali attraverso i quali Cristo ci concede la vita divina, la grazia dello Spirito Santo che ha guadagnato per noi sulla Croce: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10, 10). Egli è generoso, non misura la grazia che dona (cfr. Giovanni 7, 38-39).

Per il fatto di dimenticare questa realtà, molti pensano che dovrebbero confessarsi solo quando hanno la disgrazia di commettere peccati mortali, per liberarsene e potersi comunicare. Quando non hanno coscienza di aver commesso peccati gravi dicono: “Perché confessarsi? A che scopo la Confessione frequente, mensile o perfino settimanale?”

Chi la pensa così ignora che la Confessione non è stata istituita da Cristo solo per perdonare i peccati, ma anche per unirci a Dio con più amore, per rafforzarci e farci maturare. Un testo antico citato nel Catechismo della Chiesa Cattolica dice in modo molto bello che “tutto il valore della Penitenza consiste nel restituirci alla grazia di Dio stringendoci a lui in intima e grande amicizia”(n. 1468).

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 5444 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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