Mercoledì 18 novembre 2020, XXXIII Settimana Tempo Ordinario

Fonte dell’articolo silvestrini.org

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Non volgiamo che costui regni su di noi.

La parabola biblica che leggiamo oggi è molto simile a quella dei talenti, raccontata da Matteo e Marco. Qui i talenti diventano monete, ma stanno a significare sempre i doni di Dio da mettere laboriosamente a frutto. Come non è lecito mettere sotterra l’unico talento ricevuto, è sbagliato e peccaminoso nascondere la moneta d’oro nel fazzoletto. Un’altra nota comune la rileviamo nel fatto che sia il servo del talento che quello della moneta, non sono capaci di amore, vivono nella paura e ciò li induce a nascondere il dono ricevuto e poi a incolpare il padrone per il mancato profitto. Anche i nostri progenitori, dopo il primo peccato, furono presi dalla paura e si nascosero allo sguardo di Dio: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Noi, pur dovendoci definire servi inutili, dobbiamo entrare in intima comunione di amore con il nostro Dio, per far sì che il nostro servizio diventi espressione di lode e di gratitudine. Talvolta ci abbaglia la falsa modèstia, che oscura i valori delle grazie ricevute e ci induce alla pigrizia. Non ci dovrebbe impressionare negativamente neanche il fatto che il padrone che ci affida le mine debba ricevere un titolo regale e voglia regnare su di noi perché il suo regno è regno di amore, di giustizia e di pace. Speriamo poi di non far parte mai e poi mai del coro blasfemo che, rivolto a Cristo, Figlio di Dio, Redentore del mondo, grida: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dovremmo chiederci: “Se non regna il Signore, chi regnerà su di noi”. Se non operiamo per la vita eterna vale la pena affannarci tanto per il breve tempo che ci è dato di vivere in questo mondo? Quando perdiamo di vista l’eternità tutto ci diventa angusto e povero, tutto diventa difficile da vivere e da sopportare. Gli spazzi dello spirito davvero non hanno confini se non siamo noi a limitarli. Se alle nostre azioni quotidiane non diamo delle finalità che trascendano quelle più immediate, è facile che ci possa capitare di mettere sotto terra il nostro prezioso talento o nascondere nel fazzoletto la nostra unica mina. Come è facile ed assurdo cadere nella tentazione di pensare di arricchirci di cose e poi perdere la vera ricchezza che impreziosisce tutta la nostra esistenza…

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Dal Vaticano

Raffaele De Fulvio
Informazioni su Raffaele De Fulvio 7668 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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