Le benedizioni solenni della Chiesa

Nell’Antico e nel Nuovo Testamento si trovano spesso delle benedizioni, ad esempio in 2 Corinzi 13, 13: “La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”.

Dio ha ordinato: “Parla ad Aronne e ai suoi figli e riferisci loro: Voi benedirete così gli Israeliti; direte loro: Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò” (Numeri 6, 23-26).

Nei decenni passati, era comune che i figli chiedessero la benedizione ai genitori, agli zii, ai nonni, ai padrini e alle madrine. Non chiedere la benedizione era una mancanza di rispetto. Questa tradizione deriva dai nostri antenati e risale ai tempi biblici, ed è stata insegnata e promossa da Dio stesso. È una bella abitudine che va recuperata, perché la Parola di Dio dice: “Onora tuo padre a fatti e a parole, perché scenda su di te la sua benedizione. La benedizione del padre consolida le case dei figli, la maledizione della madre ne scalza le fondamenta” (Siracide 3, 8-9).

Nell’Antico Testamento, la benedizione di un patriarca era omologata da Dio. Noè ha benedetto i suoi tre figli; Melchisedec ha benedetto Abramo, che ha benedetto Isacco, e questi ha benedetto Giacobbe. La loro benedizione era attesa con ansia dai figli, che sapevano che la benedizione del padre avrebbe portato loro buona o cattiva sorte per il loro futuro. Isacco ha benedetto Giacobbe con queste parole: “Dio ti conceda rugiada del cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e di mosto. Ti servano i popoli e si prostrino davanti a te le genti. Sii il signore dei tuoi fratelli e si prostrino davanti a te i figli di tua madre. Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto!” (Genesi 27, 28-29).

La benedizione è un segno sacro?

La benedizione amministrata dalla Chiesa è sacramentale; è un segno sacro accompagnato da effetti spirituali ottenuti mediante l’intercessione della Chiesa. I sacramentali, come le benedizioni, dispongono i fedeli a ricevere l’effetto principale dei sacramenti, e sono santificate le varie circostanze della vita (cfr. SC, 60; Catechismo, n. 1667).

Ogni benedizione è una lode a Dio e una richiesta per ottenere i suoi doni. In Cristo, i cristiani sono benedetti da Dio, Padre “che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo” (Efesini 1, 3).

Le benedizioni amministrate dalla Chiesa hanno come obiettivo la santificazione di certi ministeri, di certi stati di vita, di varie circostanze della vita cristiana, così come dell’uso di cose utili agli uomini. Le benedizioni comprendono sempre una preghiera, accompagnata dal segno della croce, dall’imposizione delle mani o dall’aspersione con l’acqua benedetta (che ricorda il Battesimo).

Il Catechismo dice che le benedizioni dipendono dal sacerdozio battesimale e che ogni consacrato è chiamato ad essere una “benedizione” (Genesi 12, 2) e a benedire (Luca 6, 28; Romani 12, 14; 1 Pietro 3, 9). Per questo, i laici possono presiedere certe benedizioni (cfr. SC 79; Canone 1168, CDC). Più una benedizione si riferisce alla vita ecclesiale e sacramentale, più la sua presidenza sarà riservata al ministero ordinato (vescovi, sacerdoti, diaconi – SC 13). I genitori devono benedire i propri figli.

Le benedizioni ci liberano dagli inganni, dalle malvagità e dalle tentazioni del demonio, ci liberano dai pericoli del corpo e dell’anima e danno efficacia ai nostri lavori professionali e religiosi. Possono essere di persone (famiglie, coniugi, bambini, figli, fidanzati, anziani, prima del parto, malati, per un viaggio…), oggetti (case, automobili, navi, treni, autobus, aerei, rosari, immagini…) e luoghi (case, campi, negozi, studi…). Può esserci una benedizione di animali, strumenti tecnici speciali, della tavola e dei suoi alimenti.

Quali sono gli effetti delle benedizioni?

Alcune benedizioni hanno una portata duratura, consacrano persone a Dio e riservano oggetti e luoghi per l’uso liturgico. Tra quelle destinate alle persone (da non confonderle con l’ordinazione sacerdotale) figurano la benedizione dell’abate o della badessa di un monastero, la consacrazione delle vergini e delle vedove, il rito della professione religiosa e le benedizioni per certi ministeri della Chiesa (lettori, accoliti, catechisti, ministri straordinari dell’Eucaristia…). Tra le benedizioni dedicate agli oggetti abbiamo la dedicazione o benedizione di una chiesa o un altare, la benedizione degli olii santi, di vasi e vesti sacre, campane…

La Benedizione Apostolica si può riferire alla benedizione tradizionale che il Santo Padre, il Papa, amministra (“Urbe et Orbi” – alla Città e al Mondo) in occasioni speciali come il Natale e la Pasqua, perché essendo successore di Pietro e Vicario di Cristo ha questa dignità. Può essere data anche in via straordinaria da altri prelati: dal vescovo, tre volte all’anno, nella propria diocesi, nelle feste a sua scelta. Gli altri alti prelati, anche se non sono vescovi, fin dall’inizio del loro ministero possono impartire la benedizione apostolica con l’indulgenza, tre volte all’anno, nei territori in cui esercitano il loro ministero, nelle feste a loro scelta.

Il Papa concede una benedizione speciale alle famiglie, alle congregazioni ecc., dietro richiesta. Per richiedere la benedizione diretta del Vaticano, in un documento tipo pergamena, i fedeli devono riempire un formulario di richiesta con i dati necessari e inviarlo all’Elemosineria Apostolica, l’istituzione incaricata dalle realizzazione del documento.

La Benedizione Apostolica può essere concessa in varie occasioni: Battesimo, Prima Comunione, Cresima, Matrimonio, Ordinazione Sacerdotale, Professione Religiosa, Consacrazione Secolare, Ordinazione di Diacono permanente, Anniversari di Nozze…

Tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno per vivere bene, con la grazia di Dio, può essere quindi oggetto di una benedizione. Chi la riceve deve però aver fede e amare Dio, ovvero non può trattarsi di qualcosa di meccanico o superstizioso.

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Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.