Il Papa e l’arcivescovo di Canterbury esprimono l’intenzione di visitare insieme il Sud Sudan

Il cuore di Papa Francesco e dell’arcivescovo di Canterbury Justin Welby batte all’unisono per la popolazione del Sud Sudan. I due, che si sono incontrati in Vaticano, hanno espresso l’intenzione di visitare insieme il Paese africano. Un desiderio che potrebbe avverarsi se – come precisa il comunicato della Sala Stampa della Santa Sede –  “la situazione politica dovesse permettere la costituzione di un governo transitorio di unità nazionale nei prossimi 100 giorni, alla scadenza dell’accordo firmato nei giorni scorsi in Uganda”. L’udienza si è tenuta questo pomeriggio, con loro anche Ian Ernest, arcivescovo Direttore del Centro Anglicano di Roma e Rappresentante della Comunione Anglicana presso la Santa Sede. Il Santo Padre e la massima autorità spirituale della Chiesa Anglicana si sono soffermati anche “sulla condizione dei cristiani nel mondo e su alcune situazioni di crisi internazionale, con particolare riferimento alla dolorosa realtà dello Stato africano”. L’attenzione verso il Sud Sudan è stata espressa dai due in più occasioni. Appena tre giorni fa, domenica 10 novembre, dopo la recita dell’Angelus in Piazza San Pietro il Papa aveva manifestato il desiderio di visitare lo Stato africano.

Il primo incontro tra Francesco e Welby

Sono passati esattamente 80 mesi dal giorno in cui Francesco è salito al soglio di Pietro: era il 13 marzo 2013. Lo stesso mese, il 21 marzo 2013, la cerimonia di intronizzazione di John Welby come arcivescovo di Canterbury. Il primo incontro tra i due risale al 14 giugno 2013, quando il massimo esponente della Chiesa Anglicana ha una conversazione privata con Papa Francesco nella biblioteca del Santo Padre. Rivolgendosi all’arcivescovo, il Papa lo saluta con le parole usate nel 1956 da Paolo VI davanti all’arcivescovo Michael Ramsey: «Noi siamo lieti di aprirLe le porte e, con le porte, il Nostro cuore; perché Noi siamo contenti ed onorati di accoglierla “non come ospite e forestiero, ma come concittadino dei santi e della famiglia di Dio” (cfr. Efesini, 2, 19-20)». Sempre quell’anno, nel suo primo discorso da leader anglicano al Sinodo generale a York, l’arcivescovo Justin Welby cita due volte Papa Francesco per indicare la direzione che la “Chiesa di Inghilterra” avrebbe dovuto percorrere in “questa epoca di rivoluzioni”, nella quale “il compito dei cristiani è di essere custodi del Vangelo che trasforma individui, nazioni e società”.

Gli altri incontri

Il 20 settembre 2016, ad Assisi, Papa Francesco e l’arcivescovo Welby si incontrano per la Giornata mondiale di preghiera per la pace, poi una terza occasione si presenta appena due settimane dopo, il 5 ottobre 2016. A Roma, nella chiesa dei Santi Andrea e Gregorio al Celio, la massima autorità spirituale della Chiesa anglicana partecipa alla celebrazione dei vespri del Santo Padre, in commemorazione del 50.mo anniversario dell’incontro tra Paolo VI e l’arcivescovo Ramsey e l’istituzione del Centro Anglicano di Roma. Nella dichiarazione comune firmata quel giorno si legge: “La preghiera di Cristo durante l’ultima Cena perché tutti siano una sola cosa (cfr Giovanni 17,20-23) è un imperativo per i suoi discepoli oggi, come lo fu allora […] Nemmeno le nostre divergenze dovrebbero intralciare la nostra preghiera comune: non solo possiamo pregare insieme, ma dobbiamo pregare insieme, dando voce alla fede e alla gioia che condividiamo nel Vangelo di Cristo, […] per superare ogni peccato e divisione. Così, con i nostri predecessori, esortiamo il nostro clero e i fedeli a non trascurare o sottovalutare questa comunione certa, sebbene imperfetta, che già condividiamo”.

L’attenzione al Sud Sudan

Nell’aprile del 2019 si è tenuto in Vaticano il ritiro spirituale delle autorità civili ed ecclesiastiche del Sud Sudan. La proposta di riunire le massime autorità civile ed ecclesiastiche del Paese africano alla Casa Santa Marta era arrivata a Papa Francesco dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, con l’obiettivo di offrire, da parte della Chiesa, “un’occasione per la riflessione e la preghiera, nonché per l’incontro e la riconciliazione, in uno spirito di rispetto e di fiducia, a coloro che in questo momento hanno la missione e la responsabilità di lavorare per un futuro di pace e di prosperità del popolo sud sudanese”, come spiegato allora dal direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti. Al termine della preghiera mariana dell’Angelus di domenica scorsa, Papa Francesco ha espresso il desiderio di visitare il Sud Sudan l’anno prossimo. Già in occasione dell’udienza al presidente della Repubblica del Sud Sudan, Salva Kiir, il Papa aveva manifestato questa sua volontà. Ancor prima, nel febbraio del 2017, rispondendo ad una domanda nella parrocchia anglicana «All Saints» di Roma, Papa Francesco aveva reso noto che si stava studiando una visita di un giorno in Sud Sudan insieme all’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby.

Il videomessaggio per la Pentecoste di quest’anno

Altre poi le occasioni di “incontro”, come nel maggio di quest’anno quando in occasione della Pentecoste, in un breve videomessaggio postato su twitter dall’arcivescovo di Canterbury, Papa Francesco prega lo Spirito Santo invitando ad aprire i cuori alla sua azione. Le parole del Papa si uniscono alla chiamata mondiale del movimento di preghiera Thy Kingdom Come, avviato nel 2016. Welby spiega con queste parole com’era andata: “È successa una cosa meravigliosa qualche tempo fa. Ho avuto il grande privilegio di visitare papa Francesco che è straordinario. Gli ho chiesto quasi sfacciatamente se era disponibile a lanciare un messaggio per “Thy Kingdom come” e senza esitazione ha rilasciato questo messaggio. Ascoltatelo attentamente, è estremamente di ispirazione”.

 

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 5769 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.