Il motto di una suora polacca che può cambiare radicalmente la vita

All’inizio del XX secolo, Sant’Alberto Chmielowski ha cercato di spendere la vita al servizio dei poveri di Cracovia, in Polonia. Nella sua opera era aiutato dalla beata Bernardyna Maria Jabłońska, diventata la prima Madre Superiora delle sue Suore del Terz’Ordine di San Francesco Serve dei Poveri (più note come Suore Albertine).

Entrambi servivano gli indigenti in modo intimo, vivendo con loro e facendo fronte a qualsiasi necessità avessero. San Giovanni Paolo II ha beatificato Bernardyna nel 1997 e ha lodato le sue tante virtù, rivelando anche alcuni motti che motivavano il suo lavoro quotidiano:

“La Chiesa ci pone oggi dinanzi come esempio questa pia religiosa, il cui motto di vita erano le parole: ‘Donare, eternamente donare’. Con lo sguardo fisso su Cristo lo seguiva fedelmente, imitandolo nell’amore. Voleva soddisfare ogni richiesta da parte del suo prossimo, asciugare ogni lagrima, consolare almeno con la parola ogni anima sofferente. Voleva essere buona sempre con tutti, ma più buona con i più provati dalla sorte. Era solita dire: ‘Il dolore del prossimo è il mio dolore’. Insieme a sant’Alberto fondava ospizi per i malati e i senzatetto a causa della guerra”.

Questa stretta identificazione con la sofferenza altrui deriva direttamente dal Vangelo, e se vissuta fedelmente su base quotidiana può cambiare radicalmente la vita. Dona una prospettiva nuova alla sofferenza altrui, rendendola parte di sé anziché un elemento esterno.

Sia Bernardyna che Alberto sono esempi luminosi di cosa significhi servire il prossimo sofferente, andandogli vicino e prendendo su di sé la sua sofferenza. È uno stile di vita evangelico radicale, ma può offrire una pace duratura.

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 6162 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.