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I Santi del giorno – 2018-10-06 – Monastero S.Vincenzo M.

San Bruno

Sacerdote e monaco (Memoria facoltativa)

BIOGRAFIA

Nacque verso il 1035 a Colonia, da nobile famiglia. Compì i suoi studi alla scuola episcopale di Reims, dove, dopo l’ordinazione sacerdotale, tornò in qualità di insegnante di teologia. Aspirando alla vita solitaria, si ritirò dapprima a Sèche Fontaine, presso il monastero di Molesme, poi nel territorio di Grenoble, valle della Cartusia, o Chartreuse, dove ebbe inizio l’ordine dei Certosini. Chiamato a Roma dal Papa Urbano II gli fu di aiuto in momenti difficili per la Chiesa. Nel 1101 a Torre, in Calabria, se ne volò al cielo per ricevere la ricompensa delle sue virtù e delle sue fatiche.

MARTIROLOGIO

San Bruno, sacerdote, che, originario di Colonia in Lotaringia, nel territorio dell’odierna Germania, dopo aver insegnato la teologia in Francia, desideroso di condurre vita solitaria, fondò con pochi discepoli nella deserta valle di Chartroux un Ordine in cui la solitudine eremitica si combinasse con una minima forma di vita comunitaria. Chiamato a Roma dal papa beato Urbano II, perchè lo aiutasse nelle necessità della Chiesa, riuscì tuttavia a trascorrere gli ultimi anni della sua vita in un eremo vicino al monastero di La Torre in Calabria.

DAGLI SCRITTI…

Dalla «Lettera ai suoi figli Certosini» di san Bruno
Il mio spirito esulti nel Signore

Dai frequenti ed affettuosi rapporti del nostro caro fratello Landowino sono stato informato della vostra fedeltà assoluta alla regola, e dico che ciò vi fa veramente onore. L’anima mia si rallegra nel Signore sapendovi grandemente impegnati a perseguire l’ideale della santità e della perfezione. Ne godo veramente e sono portato a lodare e ringraziare il Signore, e tuttavia sospiro amaramente. Esulto certo, com’è giusto, per la copiosa messe delle vostre virtù, ma sono addolorato e mi vergogno di starmene inerte e pigro nella bruttura dei miei peccati. Ma voi, o miei carissimi fratelli, gioite per la vostra sorte beata e per la grande abbondanza della grazia di Dio su di voi. Gioite perché siete restati incolumi tra i pericoli d’ogni genere e i naufragi di questo mondo in tempesta. Gioite perché avete raggiunto la sicura quiete nell’oasi più protetta, a cui molti non arrivano, nonostante la loro volontà ed anche i loro sforzi. Molti altri l’hanno bensì raggiunta, ma poi ne furono esclusi, perché a nessuno di essi era satto concesso dall’alto.
Perciò, o miei cari fratelli, sappiate e tenetelo per certo che chiunque ha goduto di questo bene prezioso, qualora dovesse perderlo per qualche motivo, se ne dorrà senza fine, sempre che abbia qualche stima o cura della salvezza dell’anima sua. Quanto a voi, carissimi miei fratelli laici, io dico: «L’anima mia magnifica il Signore» (Lc 1, 46), perché vedo la magnificenza della sua misericordia sopra di voi, secondo quanto mi riferisce il vostro priore e padre, che molto vi ama ed é assai fiero e contento di voi. Esultiamo anche noi, perché interviene Dio stesso a istruirvi, a dispetto della vostra poca familiarità con le lettere. L’Onnipotente scrive con il suo dito nei vostri cuori non solo l’amore, ma anche la conoscenza della sua santa legge. Dimostrate con le opere ciò che amate e ciò che conoscete. Infatti quando con ogni assiduità e impegno osservate la vera obbedienza, é chiaro che voi sapete cogliere saggiamente proprio il frutto dolcissimo e vitale della divina Scrittura.(Nn. 1-3; SC 88, 82-84)

 

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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