i due misteri di Roverano

“Viandante fermati ma non invano, sei giunto al Termine di Roverano”, avvisa una targa all’imbocco della strada comunale sull’Aurelia proveniente da Genova e diretta verso Borghetto Vara.

Inerpicandosi per la stradina che scala il colle, si arriva fino al Santuario della Madonna di Roverano che il 6 e 7 settembre è in festa, non soltanto per la Natività della Vergine, ma anche per la sua apparizione avvenuta in quel luogo – si racconta – a due pastorelle della vicina L’Ago, una delle quali fino ad allora muta, dopo la visita di Maria parlò (www.5terreliguri.com).

Cosa accade il 7 settembre

La caratteristica propria del Santuario di Roverano consiste in un prodigio che si ripete dall’epoca dell’apparizione, e cioè nella fioritura degli ulivi alla vigilia della Natività di Maria. L’eccezionale fenomeno avviene ogni anno il 7 settembre dopo le funzioni religiose in onore della Beata vergine ed è attestato da alcuni documenti del XVIII secolo che si trovano nell’archivio notarile di Sarzana.

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Fioritura anomala

In particolare, al termine della Santa Messa votiva, quando la statua della Vergine esce in processione, molti di questi ulivi si coprono inspiegabilmente di fiori. Ricordiamo che tale pianta perviene normalmente alla fioritura, a seconda dei luoghi e delle altitudini, tra i mesi di maggio e giugno.

Il fenomeno si verifica dalla metà del ‘300 e testimonia l’autenticità di un’apparizione avvenuta in quel luogo (www.unavox.it).

I miracoli di Roverano

Il Santuario di Roverano, inoltre, è fonte di grazie e di miracoli, alcuni dei quali, oltre che dalla tradizione, sono stati tramandati da documenti.

Possiamo ricordare la vicenda del Viceré del Messico, il Conte Fuenclava che venne salvato dalla Madonna di Roverano mentre tentava di resistere all’aggressione di alcuni malandrini sulla strada del Bracco in una buia notte del 1748.

Altro straordinario fatto è quello riguardante il maggiordomo dell’Arcivescovo di Genova. Nel 1870 il maggiordomo si era dimenticato di consegnare all’Arcivescovo un ramoscello d’ulivo fiorito avuto in consegna dal custode del Santuario. Quando, dopo molti mesi, si riaprì la scatola contenente il ramoscello, questo aveva ancora i fiori freschi come come se fossero stati colti proprio allora.

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La benevolenza della Madonna

Altra prova della benevolenza della Madonna s’ebbe il 30 Agosto 1823; infatti in quel giorno torrido d’estate, gli operai che lavoravano alla costruzione della strada del Santuario erano rimasti quasi senza vino; la Vergine impietosita per quegli uomini affaticati e assetati fece si che il poco vino che era rimasto nel barile non avesse mai fine e gli operai potessero quindi attingere senza timore (www.santuariodiroverano.net).

Le indulgenze

L’apparizione della Madonna, si legge sempre su unavox.it, non è stata riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa, ma il santuario è un luogo di culto frequentato da numerosi fedeli.

Già Pio VI infatti, il 27 agosto 1781, concedeva 200 giorni di indulgenza a chi avesse devotamente recitato in questo luogo le Litanie della Beata Vergine. Papa Gregorio XVI, nel 1845, aggiunse altre indulgenze e il suo successore, Pio IX, nel maggio 1847, dichiarò privilegiato l’altare maggiore del tempio per quei sacerdoti che vi avessero celebrato la Messa e per i secolari che avessero assistito devotamente ad essa. Si giunse quindi, come già ricordato, alla solenne incoronazione del 1901.    

Il Giubileo Perpetuo

Pio VII, il  7 luglio 1815,  accordò infatti il Giubileo Perpetuo, cioè l’indulgenza plenaria a chi si fosse confessato e comunicato una volta nei giorni 7 8 e 9 settembre e avesse pregato “per la concordia sempre più salda dei Principi Cristiani, per la soppressione e distruzione completa delle eresiie, e per lo sviluppo maggiormente trionfante della S. Romana Chiesa”.

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Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.