I 3 modi di pregare secondo Sant’Antonio

“Chi sa pregare bene sa anche vivere bene” (Sant’Agostino)

La preghiera ci avvicina a Dio, è il nostro dialogo con il Padre. Gesù, il Figlio di Dio, ci ha dato l’esempio della sua importanza nella nostra vita. Non sono pochi i passi del Vangelo in cui Cristo saliva sul monte a pregare.

In una di quelle occasioni era accompagnato da Pietro, Giacomo e Giovanni, ed è stato sul Monte Tabor che si è trasfigurato davanti ai suoi discepoli (Luca 9, 28-36).

Prima di essere arrestato, Gesù si è ritirato sul Monte degli Ulivi, dove ha pregato: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Luca 22, 42). È stato nella preghiera che Gesù ha trovato la forza per sopportare il peso del peccato dell’umanità, senza per questo smettere di fare la volontà del Padre.

San Paolo già diceva: “Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera” (Romani 12, 12).

La preghiera, però, non consiste nella semplice ripetizione di parole e nell’avanzare richieste a Dio. Dobbiamo anche pregare per lodare il Padre e ringraziarlo per tutte le grazie che ci concede.

Sant’Antonio ci ha lasciato una frase che dice molto al riguardo: “Possiamo pregare in tre modi: con il cuore, con la bocca e con le mani”.

Con il cuore: la preghiera deve partire dal nostro intimo e avere come obiettivo l’amore.

Con la bocca: le nostre parole devono essere parole di vita. Dobbiamo sempre dire quello che aiuta, mai ciò che promuove discordia e disunione.

Con le mani: dobbiamo agire, amare il prossimo con azioni concrete che portino sempre l’amore di Dio.

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 4897 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.