evitate di cadere in questi errori

«Il Sinodo per l’Amazzonia si può dire che ha quattro dimensioni: dimensione pastorale, dimensione culturale, dimensione sociale e dimensione ecologica. La prima, la dimensione pastorale è quella essenziale, che comprende tutto».

Così Papa Francesco ha aperto, nella mattina del 6 ottobre, i lavori della prima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, sul tema: “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”.

Rispettare i popoli amazzonici

«Ci avviciniamo con un cuore cristiano e vediamo la realtà dell’Amazzonia con gli occhi di un discepolo – ha suggerito il Papa ai Padri Sinodali – per capirla e interpretarla con gli occhi di un discepolo».

«E ci avviciniamo anche alle popolazioni amazzoniche – ha aggiunto – in punta di piedi, rispettando la loro storia, le loro culture, il loro stile di vita, nel senso etimologico della parola, non nel senso sociale che diamo loro così tante volte, perché le città hanno un’entità propria, tutti i popoli hanno la loro saggezza, consapevolezza di sé, i popoli hanno un sentimento, un modo di vedere la realtà, una storia, un’ermeneutica e tendono ad essere protagonisti della propria storia con queste cose, con queste qualità».

Il “tranello”

Il Papa ha chiesto ai Padri di non cadere in un “tranello”: confrontarsi «senza l’entusiasmo imprenditoriale per fare programmi pre-preparati per “disciplinare” i popoli amazzonici, disciplinare la loro storia, la loro cultura; non ci deve essere quel desiderio di addomesticare i popoli nativi».

«Non siamo venuti qui per inventare programmi di sviluppo sociale o custodia delle culture, del tipo museale – ha sentenziato Francesco – o di azioni pastorali con lo stesso stile non contemplativo con cui vengono condotte le azioni del segno opposto: deforestazione, standardizzazione, sfruttamento».

Preghiera e Parresia

E poi, si è chiesto il Papa, «quale sarà il nostro lavoro qui per garantire che questa presenza dello Spirito Santo sia fruttuosa?».

La risposta è chiara: «Prima di tutto, prega. Fratelli e sorelle: vi chiedo di pregare molto. Rifletti, dialoga, ascolta con umiltà, sapendo che non conosco tutto. E parla con coraggio, con la parresia, anche se devo vergognarmi, di ‘quello che sento, discernere e, tutto questo dentro, custodire la fraternità che deve esistere qui dentro. E favorire questo atteggiamento di riflessione, preghiera, discernimento, ascolto con umiltà e parlare con coraggio. Dopo quattro interventi avremo uno spazio di quattro minuti di silenzio. Qualcuno ha detto: “È pericoloso, padre, perché dormiranno”. L’esperienza dei giovani del Sinodo, che abbiamo fatto lo stesso, è stata piuttosto l’opposto, che tendevano ad addormentarsi durante gli interventi, almeno alcuni di loro, e si svegliavano in silenzio».

I “due” Sinodi

Infine, ha concluso il Papa, «essere nel sinodo significa essere incoraggiati ad entrare in un processo. E i processi ecclesiali devono essere sorvegliati, curati, come il bambino, accompagnati all’inizio».

Evitando di “scindere” in due il percorso. il “sinodo all’interno” e il “sinodo all’esterno”. «Il sinodo interiore che segue un percorso della Chiesa Madre, la cura dei processi, e il sinodo dell’esterno che, per informazione data con leggerezza, data con imprudenza, porta gli informatori d’ufficio agli errori».

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 5393 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.