È giusto essere assolti dal sacerdote senza elencare i propri peccati?

«Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi», affermava qualche anno fa Papa Francesco in piazza San Pietro. «Guardate ai vostri peccati, ai nostri peccati: tutti siamo peccatori, tutti – spiegava il Pontefice – Questo è il punto di partenza. Ma se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele, è giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. E ci presenta – vero? – quel Signore tanto buono, tanto fedele, tanto giusto che ci perdona» (Tempi.it).

© Pascal DELOCHE / GODONG

Purificazione dei peccati

Attraverso il sacramento della Confessione il penitente elenca solitamente i peccati al sacerdote per poi essere liberato da essi. Ma se questo non accade, cioè se un sacerdote non si fa elencare i peccati ma dà comunque l’assoluzione, compie un sacramento valido? E sopratutto è corretto non farsi elencare i peccati dal penitente?

Le 4 fasi della penitenza

Don Enrico Finotti, parroco liturgista, ha spiegato ad Aleteia che il sacramento della Penitenza (o Riconciliazione, o Confessione) «ha dogmaticamente quattro parti essenziali: il pentimento, l’accusa dei peccati, la penitenza e l’assoluzione da parte del sacerdote. Come si evince l’accusa dei peccati mortali è necessaria per ottenere una valida assoluzione sacramentale».

Adeguata penitenza

Il sacerdote, infatti, è giudice e a nome della Chiesa «deve poter conoscere il genere di peccati accusati dal penitente per poi stabilire se sciogliere o legare, secondo l’espressione del Signore, ed anche imporre l’adeguata penitenza per l’emendamento del penitente».

Testi Sacri Holyart.it

Diversa è la necessità dell’accusa di peccati veniali, «per i quali non vi è assoluta necessità, ma la saggia raccomandazione della Chiesa in un cammino di perfezione e di graduale crescita nella santità del proprio stato di vita». Se il penitente, dunque, è cosciente di avere un peccato mortale è tenuto ad accusarlo nella successiva confessione, essendo stato impossibilitato ad accusarlo nella confessione precedente.

Vai alla fonte

Preghiere

Sostieni le nostre attività

La Parrocchia è tua, abbiamo bisogno di tante cose. Dobbiamo fare continue manutenzioni per preservare quello che già c'è. Un tuo piccolo contributo può essere molto importante per noi, aiutaci se puoi...Dio ti benedica!

Dal Vaticano

Informazioni su Raffaele De Fulvio 6509 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.