Come Dio agisce attraverso i segni sacriDio, conoscendo il cuore umano e la necessità dell’uomo, usa vari segni per salvarci

di Fábio Nunes

I significati della parola “segno” sono molti. Se cerchiamo in un dizionario cosa vuol dire “segnale”, troviamo come definizione “cosa che ne richiama alla memoria un’altra, che ricorda, che fa ricordare”. Si trova anche “indizio”, “vestigia”, “tratto”, e può poi significare “tratto distintivo”. Partendo da questi concetti di stampo secolare, vedremo che un segno sacro va al di là di una rappresentazione.

In ambiente religioso, il segno sacro può essere usato in vari modi e in diverse situazioni, come i segni dell’Antico Testamento, i simboli liturgici, i sacramenti e i segni che esprimono le realtà spirituali.

La Chiesa fa uso dei sacramentali, anch’essi segnali. Nella Costituzione Dogmatica Sacrosanctum Concilium, emerge chiaramente la loro finalità: “Sono segni sacri per mezzo dei quali, ad imitazione dei sacramenti, sono significati, e vengono ottenuti per intercessione della Chiesa effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita” (n. 60).

Qui di seguito vedremo un po’ di quello che vuole esprimere ogni realtà, ma si noterà che in nessun caso smette di avere un senso comune, che è quello di portare gli uomini a Dio.



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L’uomo ha bisogno di segni e simboli

L’uomo è al contempo un essere spirituale e un essere corporale, e per questo le necessità sono sia corporali che spirituali. Come abbiamo bisogno di nutrire il corpo e curare la salute, dobbiamo prenderci cura dell’anima, attraverso la preghiera e la ricerca di Dio. I segni sono mezzi per poter mantenere la comunicazione con il corpo, e conoscendone il significato spirituale, comunichiamo anche con la nostra anima.

Nella vita umana, segni e simboli occupano un posto importante. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci dice quello che possono realizzare i segni sensibili nella vita dell’uomo: “In quanto creature, queste realtà sensibili possono diventare il luogo in cui si manifesta l’azione di Dio che santifica gli uomini, e l’azione degli uomini che rendono a Dio il loro culto” (CCC, 1148). Per il fedele credente, i segni sacri sono gli esercizi della sua fede e ausilio nel culto divino.

Simboli dell’Antico Testamento

Il popolo di Israele era costantemente orientato da segni che rappresentavano la presenza di Dio e la sua manifestazione. Il libro dell’Esodo dice che “Mosè salì dunque sul monte e la nube coprì il monte. La Gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì per sei giorni” (cfr. Esodo 24, 15-16). La nube era il segno mediante il quale il popolo di Israele era certo che Dio stesse agendo in quel momento; era la presenza di Dio in mezzo a lui.

La nube ora scura, ora luminosa, rivela Dio vivo e salvatore. La nube, spesso citata nei testi dell’Antico Testamento, rappresenta la presenza di Dio, come possiamo vedere nel passo in cui Mosè è sul Sinai e la gloria di Jahvè copre tutta la montagna (cfr. Es 24, 15-18). Quando Mosè entrava nella tenda dell’incontro e la colonna di nube si fermava al suo ingresso, Dio parlava lì con il suo servo faccia a faccia (cfr. Es 33, 9-11). Come possiamo percepire, sono molte le manifestazioni di Dio attraverso i segni per parlare con il suo popolo.



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Informazioni su Raffaele De Fulvio 5769 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.