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Vangelo del giorno : 2017-11-09 – Commento di giovedi’

Adoriamo il Signore nella sua santa dimora. ||| Dio non può essere racchiuso in un luogo: neppure l’universo sa contenerlo. E tuttavia egli è particolarmente vicino a quanti lo invocano nel luogo a lui consacrato. La donna del brano facoltativo che la liturgia di oggi ci propone, dalle parole sapienziali che ascolta da Gesù, deduce che egli è un profeta (Lc. 7,39). Per l’evangelista però non conta la reazione della donna, ma solo il crescere della sua fede. I samaritani erano attaccati al loro luogo di culto e non partecipavano al pellegrinaggio a Gerusalemme. Gesù risponde alla donna con parole rivolte al futuro: viene l’ora in cui ambedue i luoghi di culto perderanno la loro importanza. Il culto a Dio non sarà più legato a un luogo fisico, ma deve salire dal cuore dei fedeli in cui è effuso lo Spirito. “Dio è spirito”: ciò ricorda che il vero tempio è i il corpo di Cristo, la persona del Signore. E’ un richiamo all’autenticità della preghiera, che ci fa superare ogni barriera religiosa, economica o etnica, che ci unisce nell’unico Signore e nella stessa fede. E’ anche un esplicito rimprovero a tutti coloro che dando la propria adesione ai vari movimenti ecclesiali, ne fanno una bandiera che frammenta e divide come fecero i soldati ai piedi della croce facendo a pezzi le vesti di Cristo. Questo è tanto più vero nella festa di oggi in cui ricordiamo la dedicazione della cattedrale del papa, la prima di tutte le chiese. […]

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Vangelo del giorno : 2017-11-09 – Vangelo di giovedi’

Ez 47, 1-2.8-9.12; Sal 45; Gv 2, 13-22. ||| Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. […]

Letture del giorno

Giovedì 09 novembre 2017, Dedicazione della Basilica Lateranense, Cattedrale della Città di Roma

:: Dedicazione della Basilica Lateranense, Cattedrale della Città di Roma  (Festa) Antifona d’Ingresso Vidi la città santa, la nuova Gerusalemme,scendere dal cielo, da Dio,preparata come una sposa adorna per il suo sposo. Atto Penitenziale Umili e […]

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Vangelo del giorno : 2017-11-08 – Commento di mercoledi’

Un dono senza riserve. ||| È duro il linguaggio che Gesù usa per invitare i suoi e tutti noi a seguirlo in modo totale: egli esige un superamento radicale da ogni legame terreno, anche dagli affetti più spontanei. Arriva a dirci che dobbiamo avere una interiore disposizione a dare perfino la nostra vita, se questa ci è richiesta, come testimonianza di fedeltà a lui. Per nostra fortuna abbiamo esempi luminosissimi ed innumerevoli di sante e di santi, di martiri e di eroi, che con tutta la loro vita hanno testimoniato la loro completa dedizione al Signore. Possiamo dunque dedurre alla luce della storia che la radicalità evangelica, per quanto difficile, è comunque praticabile con la forza della fede, l’intensità dell’amore a Dio e soprattutto con la sua grazia. Sono ancora tanti e tante a lasciare tutto per seguire Cristo ed affermare concretamente il suo primato. Anche noi nel nostro monastero incontriamo spesso pellegrini della Via Francigena che partono solo con un sacco a pelo e lungo la strada si affidano alla divina provvidenza. Nonostante la crisi di vocazioni religiose e sacerdotali, sono ancora migliaia e migliaia nel mondo le persone che, sulla scia dei primi discepoli e sull’esempio di Cristo, obbediente, povero e casto, lasciano tutto, ma veramente tutto, per dare la vita a lui. Il materialismo, il consumismo, la brama dei beni terreni, distolgono ai nostri giorni dalla sequela del Signore: ci vogliono fede e coraggio non comuni per lasciare tutto ciò che il mondo può offrire, cedere volontariamente ad una povertà totale e sperare solo nei beni futuri. Il mondo ha comunque urgentissimo bisogno di esempi chiari di distacco dalle cose materiali e di una visione più spirituale della vita. È il ruolo a cui il Signore ha chiamato i monaci e tutta la schiera dei consacrati. […]

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Vangelo del giorno : 2017-11-08 – Vangelo di mercoledi’

Rm 13, 8-10; Sal.111; Lc 14, 25-33. ||| In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». […]

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Vangelo del giorno : 2017-11-07 – Commento di martedi’

Quando le faccende quotidiane ci distolgono dalle nozze con Cristo. ||| Sono ancora tantissimi i così detti fedeli che si dichiarano talmente affaccendati al punto di non avere più tempo da dedicare al Signore e ai propri doveri religiosi. C’è da credere invece che l’invito è di primaria importanza, è un invito a partecipare all’intimità con Dio, è un invito alle nozze con Cristo; è lui lo sposo tanto atteso e desiderato e ora misconosciuto e rifiutato. Le scuse che ancora oggi sono addotte per giustificarsi non sono sostanzialmente diverse da quelle che degli invitati alle nozze; cambiano i mestieri e il tipo di occupazione, ma tutti sono ugualmente presi e coinvolti dalle mille faccende della vita presente. Il loro tempo e stracolmo di impegni per le «cose» da fare, quindi non c’è più spazio per il Signore. Così molti posti rimangono vuoti: perché gli invitati hanno ben altro da fare! In questo modo accade che i prediletti rimangono nelle strade del mondo e al loro posto sono invitati ciechi, storpi e zoppi. Il Signore non si rassegna mai ai rifiuti degli uomini. Proprio dal rifiuto degli «eletti» la fede è giunta fino a noi. Ora comprendiamo meglio la frase evangelica «gli ultimi saranno i primi»! Anche noi un giorno eravamo tra gli ultimi. Poi siamo stati amati fino in fondo e l’amore infinito dura in eterno. […]

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Vangelo del giorno : 2017-11-07 – Vangelo di martedi’

Rm 12, 5-16; Sal.130; Lc 14, 15-24. ||| In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”». […]

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Vangelo del giorno : 2017-11-06 – Commento di lunedi’

Gli invitati alla tua mensa… ||| È antica ed inveterata l’usanza di allestire banchetti ed invitare parenti, amici e persone importanti e di riguardo con l’intento di allacciare con loro più stretti vincoli di amicizia, che poi potrebbero risultare all’occorrenza quanto mai proficui. Gesù nel Vangelo odierno ci invita a fare qualcosa completamente diverso: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dài un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». La vera amicizia, ancor più la fraternità cristiana non si basano sul profitto immediato che se ne può trarre. La nostra generosità, il vero altruismo non si attende mai compensi umani, anzi molto spesso il dono è gratuito e perfino dato nel segreto per evitare anche il plauso degli uomini. Tutto ciò perché la fede ci detta che il Padre celeste che vede nel segreto, non mancherà di darci la giusta ricompensa in misura infinitamente superiore ad ogni umana attesa. Viene il ricordo degli invitati alle nozze, di cui leggeremo nel vangelo di domani, che con scuse diversi e banali rifiutano l’invito; il loro posto sarà preso ancora una volta dagli storpi, dai zoppi, dai ciechi. Sono loro i prediletti di Dio, debbono esserlo anche per noi. […]