9 proposte presentate dai Circoli Minori

Entra nella fase più delicata il Sinodo per la Regione Panamazzonica. Sono state presentate le relazioni dei dodici Circoli minori, i gruppi di lavori nei quali si sono divisi i padri sinodali a seconda del gruppo linguistico (italiano, portoghese, spagnolo, franco-inglese). Da queste relazioni sono “ufficialmente” emerse le proposte dei Padri Sinodali che saranno al centro del dibattito dei prossimi giorni e del documento finale che sarà presentato al Papa tra poco più di una settimana.

Unanime, nella relazioni, la richiesta di una “conversione ecologica” e soprattutto del rispetto dei diritti umani nella macro-regione che tocca nove Paesi dell’America Latina. Diffusa anche la richiesta di istituire un “rito amazzonico”; potenziare il diaconato permanente maschile; rendere più protagoniste le donne nella pastorale.

I Padri appaiono ancora divisi sui due temi più “caldi”: i viri probati e il diaconato femminile. Ecco allora le proposte, in tema di evangelizzazione per l’Amazzonia, fuoriuscite dai Circoli.

Antoine Mekary | ALETEIA

1) Lettorato e accolitato anche a donne, religiose o laiche

Nei Circoli in lingua italiana si chiede di conferire il ministero del lettorato e accolitato anche a donne, religiose o laiche, adeguatamente formate e preparate.   

Di pari passo, secondo il motu proprio di Papa Paolo VI Ministeria Quaedam, si chiede alla Santa Sede di creare un nuovo ministero istituito, di coordinatrici / coordinatori di comunità.

Il vescovo locale potrà costituire questi ministri in rappresentanza della comunità cristiana, possibilmente a servizio rotativo e organizzato in equipe ministeriali, per evitare personalismi (CIC 517 § 2). La persona responsabile della comunità potrà essere riconosciuta anche a livello civile locale come rappresentante della comunità cristiana.

Antoine Mekary | ALETEIA

2) Un “Rito Amazzonico”

Sempre nei Circoli in lingua italiana si evidenzia che nella Chiesa cattolica esistono circa 23 Riti differenti, segno evidente di una tradizione che fin dai primi secoli ha cercato di inculturare i contenuti della fede e la loro celebrazione attraverso un linguaggio che fosse il più possibile coerente con il Mistero da esprimere. Tutte queste tradizioni hanno avuto origine in funzione della missione della Chiesa (cfr CCC 1200-1206). L’Amazzonia con le sue differenti culture e tradizioni si è già aperta alla fede e sta vivendo un significativo processo teso a salvaguardare le espressioni di identità e appartenenza che le sono proprie.

Pertanto, si chiede che il Sinodo faccia propria l’istanza secondo la quale i popoli dell’Amazzonia possano intraprendere la nuova via di un proprio “Rito Amazzonico” con cui esprimere il patrimonio liturgico, teologico, disciplinare e spirituale che le appartiene, con particolare riferimento a quanto la Lumen Gentium afferma per le Chiese Orientali (cfr LG 23).

3) Una “propria” conferenza episcopale

In uno dei Circoli in lingua portoghese si propone di creare un organo episcopale rappresentante delle Chiese locali della regione panamazzonica, annesso al Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM).

Si sollecita, inoltre la creazione di un osservatorio e comitati diocesani per i diritti umani nel territorio pana-amazzonico; di incentivare scuole dove sia tutelata la lingua indigena, oltre che traduzioni della Bibbia e della Catechismo, mirate a seconda dei gruppi linguistici amazzonici.

4) Viri probati e donne diacono: proposte diversi

I Circoli in lingua portoghese si sono divisi su viri probati e donne diacono.

Un Circolo ha puntato forte l’indice sulla ordinazione di viri probati. I candidati sposati all’ordinazione, dopo un fecondo diaconato, devono soddisfare, tra gli altri, i seguenti criteri: vita di preghiera e amore per la Parola di Dio e la Chiesa; Vita eucaristica che si riflette in una vita di donazione e servizio; esperienza comunitaria; spirito missionario.

Vengono proposti, poi, due percorsi per implementare i viri probati: delegando le Conferenze Episcopali presenti in Panamazzonia per l’attuazione di questo ministero; affidare ai vescovi la conduzione dell’esperienza.



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Informazioni su Raffaele De Fulvio 5451 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.