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4 segni del fatto che potreste non essere pronti per Pasqua (ma c’è ancora tempo!)

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Si spera che abbiamo acquisito un maggiore senso del peccato e del suo prezzo. Se non è così, approfittiamo del Triduo Sacro

Se foste veramente pronti per la Pasqua come lo sapreste? (Lo chiedo come seguito alla mia recente meditazione quaresimale 4 segni del fatto che potreste essere spiritualmente morti). Guardiamo alla questione in un altro modo e chiediamoci: “Come possiamo sapere se NON siamo pronti per la Pasqua?”

Primo segno

Non vedete l’ora di tornare alle cose a cui avete rinunciato durante la Quaresima. Mio padre era un accanito fumatore fino a quando questo vizio non lo ha quasi ucciso, e si meravigliava che mio zio riuscisse a rinunciare al fumo in Quaresima: “Se riuscissi a smettere per 40 giorni smetterei per sempre – perché ricominciare?” Fumare è sicuramente dannoso, ed è sempre il momento giusto per smettere. Magari avete rinunciato a qualche piacere legittimo, ad esempio il cioccolato dopo cena o guardare una serie televisiva che vi piace. Se, però, la cosa a cui abbiamo rinunciato ha sempre lo stesso potere su di noi dovremmo approfondire gli sforzi per essere l’“uomo nuovo” di cui parlava San Paolo.

Secondo segno

Avete pensato pochissimo o non avete pensato affatto alla vostra morte durante la Quaresima. Prima di sedermi a scrivere questa riflessione stavo parlando con un amico appena tornato da una “Celebrazione della Vita” (nota in precedenza come “funerale”) di una collega in una “comunità di fede” non cattolica (già nota negli Stati Uniti come “denominazione protestante principale”). Familiari e amici erano riuniti nel santuario e attestavano la loro certezza che la cara estinta stesse perfino danzando e bevendo in Paradiso con tutti gli amici e i familiari che l’avevano preceduta nell’altra vita. Il mio amico mi ha detto: “Padre, per quanto ne so sono l’unica persona su questo pianeta a credere che si debba pregare per questa donna”.

Una cultura che tratta la morte come una “canonizzazione automatica” del defunto (una distorsione a cui anche quelli che si definiscono cattolici non sono immuni) non ha molto da festeggiare a Pasqua, perché il peccato, la morte e il giudizio divino non sono più degni di considerazione. Se il nostro punto di vista è questo, non siamo sicuramente pronti per la Pasqua, perché non ne abbiamo più bisogno.

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Info autore: Raffaele De Fulvio

Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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