2020-04-04 – Commento di Sabato

Fonte dell’articolo silvestrini.org

Testi Sacri Holyart.it

I frutti dell'orgoglio e della violenza. ||| Quando la fede manca e viene colpevolmente rigettata, anche la ragione si oscura: dopo la risurrezione di Lazzaro i nemici di Cristo tengono consiglio, riuniscono il sinedrio. Non per riflettere serenamente sui segni che egli va operando sotto i loro occhi, ma per lanciare un allarme: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Queste sono le deduzioni che essi sanno trarre da un evento prodigioso! Temono che tutti crederanno in Lui e questi prodigi e questa fede sarà la causa di una totale disfatta nazionale. Ancora ai nostri giorni molti ritengono che il cosiddetto ordine, scandito dalle leggi umane, verrebbe turbato e sconvolto dalla fede e dalla religiosità liberamente espressa. La trama contro Cristo è diventata innumerevoli volte motivo di persecuzione per chi ha creduto in lui. Sono ancora tanti coloro che, come il sommo sacerdote Càifa, propongono ed attuano l'assurda e drastica soluzione: «E' conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Ecco come si tenta di far prevalere il bene presunto degli uomini su quello autentico di Dio, ecco come viene conculcata e repressa la libertà religiosa e i diritti fondamentali e sacrosanti di ogni uomo. Per nostra fortuna i nemici di Cristo, i nemici della fede e della libertà, non sanno che dopo quella prima assurda condanna, sancita da un iniquo giudizio, ogni morte diventa un sacrificio di espiazione e il sangue versato dai martiri è il seme fecondo che continuamente purifica e vivifica la Chiesa. Dopo ogni persecuzione la Chiesa ne è uscita più splendente che mai e coloro che pensavano di chiudere in un silenzio di morte prima Cristo e poi i suoi fedeli, hanno dovuto ogni volta sperimentare il prodigio della risurrezione e di una vita nuova. Pare che una folla innumerevole sosti ancora presso un sepolcro, immaginando una fine lugubre e un triste venerdì in cui muore Dio e con lui tutti coloro che credono il lui; non hanno la pazienza di attendere il terzo giorno e gustare la gioia della risurrezione… Facciamoglielo vedere sui nostri volti, nelle nostre famiglie, nel martirio quotidiano di chi lavora con dedizione e di chi deve rimanere chiuso in casa…

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 6385 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.