2020-02-05 – Commento di Mercoledì

Nessuno è profeta in patria. ||| Gesù non pone limiti al suo annuncio; anche in terra pagana, ovunque egli trova accoglienza e tracce di fede compie prodigi e l’alimenta e la fa crescere. Nella sua patria, seguito dai suoi discepoli, parla di sabato nella sinagoga. Molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani?». Stupore e meraviglia! Molti interrogativi, si scandalizzano e disprezzano Gesù. Tace, è spenta però la fede. E non vi poté operare nessun prodigio. I prodigi vengono dalla potenza divina, ma sono inevitabilmente alimentati dalla fede. Tuttavia la bontà e la compassione inarrestabili in Gesù fa si che imponga le mani a pochi ammalati e li guarisce. È l’ultimo tentativo di suscitare oltre meraviglia ne stupore per i suoi insegnamenti anche la fede. I paesani di Gesù però, conoscendo le sue origini umane, tutta la sua parentela, Ignorano la fonte della sua sapienza, limitano così i loro pensieri e non li elevano a dimensioni divine e danno sfogo al disprezzo in luogo delle fede. «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». Ancora ai nostri giorni spesso il messaggio sapienziale del Signore viene rifiutato, deriso, osteggiato, disprezzato. Così la lampada della fede, non più adeguatamente alimentata, si spegne, ne segue il buio, il disorientamento, lo smarrimento. Questo come allora accade anche nella sua patria, tra i battezzati, nella chiesa di Dio, dove Egli ha posto la sua dimora. “Signore, accresci in noi la fede”.

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 10663 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.