2020-01-17 – Commento di Venerdì

La fede che ottiene il perdono dei peccati. ||| "Non vogliamo che costui regni su di noi"; prima di sentire questo grido blasfemo contro Gesù, già Samuele l’ascolta dal popolo eletto e ribelle. Però sono sempre tragiche le conseguenze delle ribellioni e dell’abbandono di Dio. L’evangelista Marco ci presenta invece una scena opposta: sapendo che Gesù era in casa a Cafarnao, “si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola”. Ecco una folla ammirata e assetata di verità! Al messaggio del Maestro segue una encomiabile testimonianza di carità fraterna: quattro persone, portatori di un paralitico sono impegnati a condurlo da Gesù. La calca non consente loro di entrare per la porta, ed ecco un gesto audace: “Scoperchiarono il tetto nel punto dove si trovava Gesù e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». È la fede dei portatori a smuovere prima la misericordia e poi la potenza e del Signore: al perdono dei peccati segue, dopo i cattivi pensieri dei soliti scribi, la piena guarigione del paralitico; condividiamo la meraviglia e la lode a divino Redentore: “Un grande profeta è sorto tra noi, e Dio ha visitato il suo popolo”. Gesù, medico e medicina, guarisce anima e corpo. Viene da pensare: quanti nostri fratelli paralitici nel corpo e ancor più nell’anima attendono dei portatori per incontrare Gesù! Urge la carità che non soltanto nutre il fisico, ma dà vita nuova all’anima. La carità verso il nostro prossimo deve essere adorna di sacrificio e di audacia per essere conforme all’amore che Dio ha rivelato a noi in Cristo.

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 6509 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.