2020-01-13 – Commento di Lunedì

Per essere commensali con Cristo. ||| All’inizio di questa pericope l’evangelista Marco ci ricorda il martirio del precursore del Signore, Giovanni Battista. Immediatamente dopo però ci dice che Gesù proclama il Vangelo del Regno e invita alla conversione. Ci viene così preannunciata una grande preziosa verità: la parola di Dio non è incatenata; abbiamo la conferma che il sangue dei martiri, cominciando dal Battista, è seme e vitalità, è linfa sempre nuova per i cristiani. La Chiesa per questo vive di una inarrestabile continuità e prodigiosa fecondità: proprio per questo la prima lettura ci fa riflettere su la figura di Anna sterile, ma poi prediletta e fecondata dall’amore: “Non sono forse io per te meglio di dieci figli?». Gesù sulle rive del lago vede altri operai idonei per la sua vigna. Egli li chiama. Rivolge loro un invito che echeggerà nei secoli: “Venite appresso a me!”. I primi sono Andrea e Simone. Avverrà un mutamento radicale nella loro vita come accade per tutti i chiamati: dovranno lasciare le reti per essere pescatori di uomini! C’è un “subito” reiterato che ci stupisce e meraviglia: il primo è dei due fratelli: “subito lasciarono le reti e lo seguirono”, il secondo “subito” è di Gesù stesso che guarda altri due pescatori anch’essi fratelli: “Subito li chiamò”. Suscita la nostra ulteriore ammirazione sia la chiamata autorevole di Gesù che l’immediata risposta dei chiamati. Il Signore chiama perché ama e chi è aperto all’amore divino non resiste, ma gioisce per quella chiamata senza opporre resistenza. Così Egli comincia a dirci: “Ecco io sto alla porta e continuo a bussare. Se uno sente la mia voce e mi apre, io entrerò e ceneremo insieme, io con lui e lui con me”. Comprendiamo così cosa voglia dire Gesù con quel “Vieni”, con quel “seguitemi” e cosa significhi diventare con Lui pescatori di uomini e poi cenare con Lui in un banchetto speciale umano divino.

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 6135 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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