2019-11-18 – Commento di Lunedì

La fede, luce che salva. ||| Gli apostoli stentano a credere al loro maestro; specialmente quando egli parla di passione e di morte sembra che le loro orecchie siano ermeticamente chiuse a quelle parole: evidentemente la loro fede è ancora debole, ancora non si sono aperti alla luce divina. Il cieco, mendicante lungo la strada, venuto a sapere che passa Gesù di Nàzareth, comincia a gridare la sua preghiera. La cecità del corpo e dello spirito non consentono di valutare le distanze che ci separano da Cristo e la pochezza della fede fa sì che la preghiera diventi un grido accorato verso Dio. Egli implora la pietà di Cristo. Gli astanti invece, presi da falso zelo, sgridano il povero cieco e lo invitano a tacere, il dolore però ha le sue legittime esigenze e nessuno può pretendere che taccia e rimanga soffocato nell'angoscia della solitudine e dell'abbandono: quante volte si ripete questa scena per le strade del mondo. Il povero, il malato che grida deve tacere perché disturba la quiete dei sani! Gesù chiama a sé quel poveretto e vuole da lui solo che espliciti meglio la sua richiesta di aiuto. "Signore che io riabbia la vista" e la risposta di Gesù: "Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato". I suoi occhi si aprono e la fede brilla nel suo cuore: segue Gesù e dà lode a Dio. Il popolo che prima aveva cercato di far tacere il suo grido di preghiera, ora finalmente si unisce al miracolato nella preghiera di lode al Signore. È questa la vera e completa guarigione: la nascita della fede, l'aprirsi alla luce divina, vederci chiaro con l'occhio dello spirito.

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Informazioni su Raffaele De Fulvio 5648 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.

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