2019-09-05 – Commento di Giovedì

Salì in una barca, che era di Simone e… ||| Una grande folla ascolta volentieri Gesù. Siamo nei pressi del Lago di Tiberìade e mentre Gesù continua ad insegnare ecco che nella scena compaiono dei pescatori. È questo il contesto nel quale San Luca pone la pesca miracolosa e la chiamata dei primi quattro discepoli: Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. Essi sembrano estranei a quanto stia succedendo ed all'interesse suscitato tra la folla per la presenza del Signore. Sono interessati solo alla loro pesca. Sappiamo dal racconto che quello era per loro un giorno particolare. La loro perizia ed abilità, il loro curare meticolosamente le reti e le attrezzature non sono valse a riempirle, in quella notte di pesca faticosa ed infruttuosa. Gesù si presenta poi sul lago con un seguito enorme di folle. Due momenti diversi che si incontrano: Gesù con tante persone e i pescatori con le reti vuote. Tocca a Lui stesso far in modo che queste due realtà interagiscano tra di loro. La gente è così numerosa che Egli ritiene necessario prendere una barca dei pescatori per poter parlare alla folla. Ha usato la barca di Pietro per ammaestrare le folle. La barca è lo strumento prezioso di lavoro per lo stesso Pietro. Gesù, in definitiva, non è interessato a questo oggetto materiale, frutto dell'ingegno dell'uomo per un preciso uso. Egli, finito di ammaestrare le folle si rivolge direttamente a Simòn Pietro. Non guarda alle cose ma alle persone e vuole chiamare i primi discepoli perché diventino pescatori di uomini. È questo allora il momento nel quale l'esperienza di Pietro non solo incontra Gesù, quasi accidentalmente per diventare condivisione piena. L'esortazione del Signore a continuare a pescare è proprio la volontà di Gesù stesso di far partecipe Pietro e i suoi compagni di una nuova vita. È la chiamata con la quale ci si rende conto che le reti e la barca divengono inutili. Per noi la chiamata, qualsiasi essa sia, non può essere legata a situazioni contingenti, a episodi o basata su strumenti materiali ma deve essere condivisione piena con Gesù; fede e fiducia in un amore di Padre provvidente e previdente.

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Dal Vaticano

Raffaele De Fulvio
Informazioni su Raffaele De Fulvio 7113 Articoli
Dal 18 ottobre è Superiore della comunità Passionista, vive a Bari e dal 1 novembre 2015 è Parroco della Parrocchia di San Gabriele dell'Addolorata in Bari.